Gentiloni: “Combatteremo per difendere la nostra libertà”. Il dibattito alla Camera

Terrorismo
Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, interviene alla Camera sulla liberazione di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo,rapite il 31 luglio del 2014 nel nord della Siria, fra Aleppo e Idlib.  Roma 16 Gennaio 2015. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Il racconto dell’informativa alla Camera dei ministri degli Esteri e dell’Interno e degli interventi dei gruppi parlamentari

20.23 Con la Lega Nord, sono intervenuti al dibattito tutti i principali gruppi parlamentari. Si ferma qui il nostro liveblogging.

20.22 “Al dopo Assad penseremo dopo che avremo sconfitto anche l’ultimo terrorista”

20.21 “Applicare il 41bis a chi fa atti di terrorismo e introdurre reato di associazione a delinquere per i terroristi”

20.21 “Servono leggi speciali in casi di guerra com’è questo. Leggi che ci permettano di chiudere non tanto le moschee, quanto i centri di cultura islamica diventati centri di reclutamento. Vogliamo che vengano rimessi i controlli alle frontiere anche in Europa”

20.19 “Bisogna iniziare ad armare i nostri aerei che si trovano in Iraq, anche solo come deterrente”

20.18 “L’Islam porta al medioevo della ragione le proprie nazioni e noi non vogliamo tornare al medioevo”

20.17 “Come fate a dire che la religione non c’entra nulla? Di più, è uno scontro culturale: nel mondo islamico c’è chi si fa saltare in aria in un teatro, ma non ce n’è uno disposto a morire per difendere la democrazia”

20.14 “Non sappiamo se il governo ha compreso la situazione in cui siamo, complice anche il lassismo nei confronti dell’ingresso degli immigrati clandestini nel nostro Paese. Di questo voi siete complici”

20.13 “Nel Paese molti provano rabbia per la cecità di molti che impedisce di affrontare questo dibattito in maniera non ipocrita. Non risponderemo a sciagurate parole del ministro Alfano contro Salvini: ci preoccupiamo quando un ministro dell’Interno pensa che il nemico sia Salvini e non i terroristi”

20.12 Per la Lega Nord, interviene Gianluca Pini

20.10 “Dobbiamo far sì che gli arabi moderati che hanno scelto di vivere in questo Paese si sentano a casa loro, non siano costretti a vivere da pezzenti, se vogliamo che aderiscano ai nostri valori”

20.03 Interviene Giovanni Monchiero (Scelta civica)

20.01 “Ha ragione Gentiloni, oggi bisogna fare di più, ma mettiamoci d’accordo su cosa significa. Fare di più oggi significa chiudere i rubinetti finanziari che stanno ancora alimentando Daesh. Significa disarmare il Medio Oriente, interrompendo anche il flusso dei soldi che puzzano. Bisogna dire qualche parola in più sulla Turchia, che bombarda le postazioni curde in prima linea nella lotta contro Daesh. Bisogna costruire una coalizione larga, favorire un dialogo tra Russia, Ue e Usa, favorire il superamento di Assad senza che si crei il vuoto. Servono scelte molto chiare sull’intelligence”

19.55 “Dobbiamo ricordarci più spesso che i rifugiati scappano proprio dalle guerre provocate da Daesh, che tutti noi diciamo di voler combattere”

19.53 Interviene Arturo Scotto (Sinistra italiana-Sel)

19.53 “Abbiamo visto come è stato accolto il discorso di Hollande. Sarkozy e Le Pen si sono comportati con serietà. Mi auguro che la linea tenuta dalla Le Pen porti Salvini a riflettere. Mi auguro che riusciamo a combinare insieme un dibattito politico serio e aperto con un’unità tra tutte le forze politiche e sociali”

19.50 “L’Ucraina e il Medio Oriente non vanno confusi, come fa Brunetta, che oggi sembra avere con Putin lo stesso rapporto che aveva il Pci con Stalin”

19.48 “Il maggior favore che si può fare a Daesh è favorire l’identità tra Islam e terrorismo”

19.45 Interviene Fabrizio Cicchitto (Area popolare)

19.44 “Chiediamo che l’Italia promuova la rinuncia unilaterale delle sanzioni contro la Federazione Russa. A questa condizione siamo favorevoli a una partecipazione piena dell’azione del governo contro il terrorismo”

19.43 “L’Italia e il presidente del Consiglio hanno il dovere di essere i catalizzatori del dialogo tra Est e Ovest”

19.42 “Penso a un’Europa che torni protagonista per favorire il formarsi di una coalizione internazionale. Ma dev’essere un’Europa solidale, aperta”

19.40 “Isis è male assoluto, un cancro che va estirpato. Ma ciò richiede leadership e invece l’Europa non è protagonista di nulla: lascia fare a Obama decidere se intervenire o no, lascia che l’immigrazione clandestina ci invada. L’unica decisione che ha preso sono state le sanzioni alla Russia: non era quella la risposta giusta a quanto accadeva in Ucraina”

19.39 “Unità nazionale non significa sottomettere i giudizi critici dell’opposizione a quelli del capo del governo. Unità vuole dire democrazia. Altrimenti chi non sta al concetto di unità espresso dal presidente del Consiglio, viene considerato un nemico della patria”

19.36 “Diciamo sì all’unità nazionale. Ci hanno dichiarato guerra, è bene dirigere le nostre energie contro il terrorismo. Unità, ma unità critica”

19.35 Interviene per Forza Italia, Renato Brunetta

19.34 “L’Italia deve revocare le sanzioni nei confronti di Mosca”

19.32 “L’Italia deve ripristinare i fondi tagliati da questo governo alle forze dell’ordine e finanziare l’intelligence. L’Italia deve isolare i Paesi che sostengono i terroristi (il riferimento è all’Arabia Saudita, ndr). L’Italia deve promuovere una moratoria all’esportazione di armi nei Paesi in conflitto. L’Italia deve rafforzare le nostre frontiere: siamo sottoposti a rischi maggiori di altri, servono controlli efficaci. L’Italia deve introdurre misure rivolte alla prevenzione del terrorismo, al contrasto al radicalismo. L’Italia deve ritirare immediatamente le truppe dall’Afghanistan; ogni uomo in divisa impegnato all’estero è un militare in meno impegnato all’interno dei nostri confini”

19.28 “Gli attentati di Parigi dimostrano che il terrorismo 2.0 si affronta internamente, non con gli aerei. I soldi spesi negli interventi militari all’estero vanno investiti in sicurezza interna, è l’intelligence che necessità di risorse ulteriori”

19.27 “Nonostante i 4400 miliardi di dollari spesi in guerre in Iraq e Afghanistan, sono nate nuove sigle terroristiche”

19.26 “Il nostro Paese, con il Giubileo alle porte, rischia di divenire il primo bersaglio dei fondamentalismi”

19.25 Interviene il capogruppo M5S, Giorgio Sorial

19.23 “Abbiamo bisogno di fare insieme la nostra parte, non è una battaglia a chi si intesta l’emendamento. Sarà una battaglia lunga e difficile. Più delle idee di ognuno, abbiamo dei principi comuni: siamo tutti convinti che bisogna sconfiggere Daesh, non rischiamo di dividerci per una politica di parte ma lavoriamo insieme perché politica e istituzioni diano una risposa comune ai nostri concittadini”

19.22 “Venerdì ci sarà un vertice importante dei ministri dell’interno europei. Lì chiederemo con più forza una politica comune sul diritto d’asilo e sui rimpatri”

19.20 “Vincere militarmente è un obiettivo diverso dal bombardare subito o dal mettere gli scarponi sul suolo siriano. Ci vuole una cornice internazionale condivisa che vogliamo costruire”

19.19 “Serve costruire una coalizione che sia unità per combattere il terrorismo, ma anche per evitare il caos, come è successo in Libia”

19.18 “Siamo consapevoli che il livello di scontro con Daesh è diverso da qualsiasi paragone con il passato e la nostra risposta deve essere all’altezza. Sul fronte esterno, dove dobbiamo aumentare la nostra attività diplomatica e la pressione militare”

19.16 “Chiediamo alle autorità religiose islamiche di dire con più forza che il Corano non copre la violenza. Esprimiamo solidarietà al nostro collega Chaouki, colpito da minacce per il suo essere”

19.15 Terminati gli interventi dei ministri, prende la parola il capogruppo del Partito democratico, Ettore Rosato

19.14 “Sicurezza e libertà sono due parti di un unico insieme. Lavoreremo per la nostra sicurezza, perché vogliamo difendere la nostra libertà”

19.13 “Nella legge di stabilità bisogna riconsiderare le risorse per la sicurezza in vista di questo sforzo aggiuntivo”

19.11 “Individuati e allontanati gli imam più pericolosi. Noi riconosciamo diritto di culto e di preghiera: chi prega continui a pregare, chi vuole sparare lo cacceremo”

19.09 “Registriamo che l’Italia non è stata coinvolta negli attacchi. È stata svolta una grande attività, con mirate verifiche su soggetti sui quali si era concentrata l’attenzione degli investigatori”

19.08 “Gli attacchi dei terroristi hanno ora un carattere di imprevedibilità che rende più difficile la prevenzione. Abbiamo sempre sostenuto l’istanza di coesione internazionale a questo proposito”

19.07 “Alla presidenza del Consiglio è stato istituito un tavolo ad hoc per monitorare i rischi”

19.06 “L’attenzione si concentra sui punti più sensibili come piazza San Pietro. Una particolare attenzione sarà rivolta anche a possibili attacchi dall’alto, con droni”

19.05 Alfano: “Il bersaglio dei terroristi stavolta sono i cosiddetti soft target, luoghi di svago e divertimento. È un attacco al nostro stile di vita. Tuttavia non dobbiamo sottovalutare il rischio per luoghi ed eventi simbolici come il Giubileo”

19.03 Mentre parlano i ministri, i banchi del governo e del centrosinistra sono praticamente gremiti (il Pd, in particolare, aveva sollecitato alla presenza i propri deputati), mentre parecchi posti vuoti si contano tra quelli del centrodestra, dove spiccano diverse assenze nelle file di Forza Italia e Fratelli d’Italia.

18.58 “Assegnate a Roma 1197 unità aggiuntive delle forze di politizia e da giugno saranno impiegabili altre 25oo unità tra Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza”

18.58 “700 uomini in più messi a disposizione della Capitale per il Giubileo, oltre ai 1296 militari già operanti per ‘Strade sicure’. Non vogliamo militarizzare la Capitale, ma l’uso dei militari sarà solo a presidio di obiettivi fissi, liberando risorse delle forze di polizia”

18.55 “L’elevazione dello stato di allerta non corrisponde a segnali di specifiche iniziative terroristiche contro l’Italia, ma che le attività di prevenzione sono dispiegate al loro massimo grado”

18.54 “Non esiste il livello zero di rischio, esista la possibilità di incidere per ridurne il livello”

18.53 “Cordoglio per la famiglia di Valeria Solesin”

18.52 Terminato l’intervento di Gentiloni, prende la parola il ministro dell’Interno Angelino Alfano.

18.51 “Lavoreremo senza fare confusione tra i terroristi e uomini, donne e bambini in fuga dalla guerra e dalle dittature. E dovremo farlo insieme, maggioranza e opposizioni”

18.50 “Vinceremo questa sfida se la condurremo da italiani, europei, occidentali. Se continueremo a essere noi stessi. Loro vogliono distruggere la nostra libertà, la nostra cultura: sono esattamente i valori che noi invece vogliamo difendere e combatteremo per difenderli. Non dichiarando guerra all’Islam, ma combattendo i “rinnegati” e cercheremo di farlo con la maggioranza delle comunità islamiche che vivono nei nostri Paesi”

18.49 “Dobbiamo contribuire all’impegno politico anti-Daesh per evitare gli errori compiuti in Libia, Iraq e nella stessa Siria. Perché la forza della loro offensiva è anche frutto degli errori dell’Occidente. In Siria serve una transizione politica per allontanare il dittatore Assad senza che il vuoto venga riempito da Daesh o al-Nusdra. Inoltre, la Russia deve giocare un ruolo”

18.47 “Facciamo molto, ma dobbiamo dirci che dobbiamo fare di più e prendere l’impegno di fare di più. Non discutiamo oggi nei dettagli, lo faremo nella normale attività parlamentare, ma dobbiamo reagire uniti con la Francia, dobbiamo fare molto di più”

18.46 “Lavoriamo per l’addestramento dei Peshmerga, siamo la nazione leader nell’addestramento dei curdi”

18.45 “L’Italia nel contesto internazionale fa la sua parte: abbiamo centinaia di militari impegnati, è una parte importante nella coalizione politico-militare contro Daesh”

18.42 “Daesh dimostra forza con questi attacchi, ma anche debolezza sul campo”

18.41 “A questa sfida il governo e il parlamento devono reagire innanzi tutto garantendo la sicurezza degli italiani”

18.40 “Si tratta di un attacco senza precedenti. Molto chiari sono anche i responsabili: il terrorismo fondamentalista islamico. È attivo da un quarto di secolo, ha avuto il suo picco con al Quaeda con l’11 settembre, ma è diventato molto più pericoloso con Daesh dal 2014″

18.39 “Ci sentiamo colpiti insieme ai nostri fratelli francesi e reagiremo uniti, reagiremo insieme”

18.38 Per l’informativa urgente, interviene prima il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni

18.35 La seduta inizia con l’intervento di Laura Boldrini, quindi i deputati osservano un minuto di silenzio

18.30 Si è appena conclusa la manifestazione di commemorazione che si è tenuta in piazza di Montecitorio, con gli inni italiano, francese ed europeo suonati dalla banda interforze alla presenza della presidente Laura Boldrini, che ha voluto questa iniziativa, e dell’ambasciatrice di Francia Cathrine Colonna. I deputati stanno rientrando nel Palazzo in vista del dibattito in aula, con le comunicazioni dei ministri Angelino Alfano e Paolo Gentiloni, che domani replicheranno i loro interventi in Senato.

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