Alfano sulla stepchild adoption: “Spero che cattodem e grillini votino no”

Unioni civili
Il ministro dell'Interno Angelino Alfano durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, Roma, 27 agosto 2015.    ANSA/ETTORE FERRARI

Per il ministro dell’Interno però “non ci sono allarmi specifici”

Spero che i Cattodem abbiano coraggio per votare no alla stepchild adoption e che numerosi grillini votino no in modo tale che la stepchild salti. Poi, se fossi il leader del Pd io la stralcerei”.

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano a “In 1/2 ora” torna sul tema rovente di questi giorni e auspica, di fatto, il fallimento delle trattative che stanno impegnando il Pd su più fronti. Alfano ha aggiunto anche che la sua battaglia sarà lunga perché se la stepchild adoption dovesse comunque passare nel pacchetto sulle unioni civili “proporrò il referendum”. 

E se da una parte mette in guardia Renzi, dall’altro il ministro non  ci sta a farsi dare lezioni sulla famiglia da nessuno, nemmeno dagli grandi sostenitori del Family Day.”Da ministro dell’Interno – ha detto – ho firmato una circolare per impedire la trascrizione dei matrimoni gay contratti all’estero. E ho sollecitato il ministro Giannini per due circolari contro l’educazione gender nelle scuole. Io sulla famiglia non accetto lezioni da nessuno. In certi movimenti ci sono divorzianti che dicono a me che sono sposato, con famiglia e con due bambini, che cos’è la famiglia. E atei che mi spiegano come bisogna avere rapporto con Dio”.

Un altro tema centrale affrontato nell’intervista con Lucia Annunziata è il terrorismo. Dopo l’allarme lanciato l’altro giorno dal primo ministro francese Manuel Valls, oggi il ministro Alfano gli fa eco: “Abbiamo delle analisi che non lasciano prevedere un clima sereno per gli anni a venire, abbiamo informazioni che ci spiegano che il rischio è altissimo”, anche se non esiste  “un allarme concreto e specifico”.

Durante la trasmissione Alfano ha spiegato che “nessun paese è a rischio zero. Ho sempre detto che occorre dire la verità”.

Per il titolare del Viminale, “negli ultimi 15 anni non è stato risparmiato nessun continente. Non c’è un obiettivo fisso da controllare siamo chiamati ad un controllo enorme -ha aggiunto -: nel 2015 abbiamo controllato 86mila persone. Le analisi non lasciano prevedere un clima tranquillo per gli anni a venire. La forza dell’Italia è il lavoro di prevenzione che fin qui ci ha fatto essere Paese sicuro”.

Vedi anche

Altri articoli