Alex Schwazer: “Qualcuno non vuole che vada a Rio”

Olimpia
Italian race walker Alex Schwazer (C) attends a press conference in Bolzano, northern Italy, 22 June 2016.
ANSA/STEFAN WALLISCH

Dopo la notizia della nuova positività Alex Schwazer si difende: “non ho commesso alcun errore”. Duro Sandro Donati: “l’atleta trovato positivo una volta diventa una preda, un soggetto singolo e debole su cui ci si può accanire”

La notizia del giorno è la nuova positività di Alex Schwazer, campione di marcia che dopo 3 anni e 9 mesi di squalifica per doping è rientrato alle gare da pochi mesi con risultati straordinari. Una nuova doccia fredda per il marciatore bolzanino, su cui l’Italia puntava molte delle pochissime speranze di medaglia olimpica per l’atletica a Rio.

In molti ricorderanno la conferenza stampa dell’altoatesino a Londra, quando in lacrime confessò di aver sbagliato e in qualche modo rese partecipe il mondo del dramma di un atleta che non si sente all’altezza delle aspettative e per raggiungere i risultati sperati cerca una scorciatoia. Quella conferenza stampa provocò da una parte l’indignazione verso un baro, dall’altra una comprensione verso un ragazzo fragile, che non riuscendo a superare le proprie paure ha sbagliato.

Questa volta è uno Schwazer diverso, convinto della sua innocenza, come 4 anni fa era consapevole della sua colpevolezza. A Bolzano con affianco il suo avvocato Gerhard Brandstaetter e il suo allenatore Sandro Donati, da sempre paladino antidoping. Il campione altoatesino ha esordito ribadendo di essere pulito: “Qualcuno non vuole che io vada alle Olimpiadi, i tempi sono stretti, ma io andrò fino in fondo per chiarire tutto. Come 4 anni fa sono qui a metterci la faccia, ma oggi non ci saranno scuse perché non ho commesso alcun errore, allora ho sbagliato, stavolta no. So benissimo che un atleta già trovato positivo non è credibile. Però ricordo con chi sto lavorando: Donati ha impiegato una vita a lottare contro il doping. Pensateci due volte prima di attaccare lui e chi ha lavorato con me”.

Duro l’allenatore Donati che accusa la Wada e la Iaaf (antidoping e governo mondiale dell’atletica): “Abbiamo fatto 35 controlli ematici all’Ospedale San Giovanni e i risultati li abbiamo inviati insieme alla disponibilità alla Wada e alla Iaaf di Alex di rinunciare alle finestre quotidiane per i controlli. Non abbiamo avuto risposte. Mi sono reso conto che l’atleta trovato positivo una volta diventa una preda, un soggetto singolo e debole su cui ci si può accanire. L’odio che c’era nei miei confronti per le mie lotte al doping doveva trovare una vendetta. Eccola servita”.

Ma veniamo alla vicenda: il test risale al 1° gennaio scorso a Vipiteno durante le vacanze di Capodanno e riguarda un campione sangue e urina che aveva dato esito negativo come anche i molti controlli successivi. Solo il 12 maggio in un nuovo controllo sulle provette del 1° gennaio la Iaaf ha riscontrato in un controllo mirato sugli steroidi una quantità abnorme di anabolizzanti steroidi ma per estrema sicurezza ha aspettato solo ieri alle 19 per comunicare la notizia alla federazione italiana e all’atleta. Non è anormale che si faccia un doppio controllo sullo stesso campione in caso di sospetti, ma normalmente lo si fa in un periodo molto più ristretto. Il fatto che il nuovo esame sia stato effettuato solo dopo la qualificazione olimpica, ottenuta l’8 maggio è a dir poco strano.

Oltre alla modalità con cui il caso si è sviluppato, anche sulla tipologia di sostanze dopanti riscontrate Sandro Donati esprime perplessità, infatti Alex Schwazer risulterebbe positivo al testosterone, che non influisce in maniera decisiva sulla prestazione di un marciatore, che basa la sua forza sulla resistenza.

Le controanalisi sono fissate per il 4 luglio anche se il team di Alex Schwazer cercherà in tutti i modi di anticiparle per riuscire a far prendere parte il marciatore ai giochi di Rio.

Ecco la lettera ai suoi tifosi che il campione altoatesino aveva pubblicato sul suo blog pochi giorni fa.

Cari amici,
ogni giorno ricevo tanti, tantissimi messaggi da tutte le persone che seguono questa mia pagina Facebook.
C’è chi mi incoraggia, chi mi consiglia, chi mi critica e chi mi loda.
Ma l’affetto che ricevo tutti i giorni sulla bacheca e sui messaggi privati mi carica tantissimo.
Mi raccontate la vostra vita, i vostri affetti, i dolori, i momenti belli e  quelli brutti.
Qualcuno mi manda anche piccoli pensieri… è proprio bello sentirvi così vicini.
Il mio trasferimento a Roma e i miei allenamenti con il Professor Donati (che non ringrazierò mai abbastanza), Mario De Benedictis e i Professori Dario D’Ottavio, Benedetto Ronci, Michelangelo Giampietro, Maurizio Coletti e Giancarlo Zaza, sono molto impegnativi ma molto interessanti.
È incredibile come lo stesso sport possa essere fatto in modalità così diverse.
Le idee, i pensieri, gli obiettivi e i metodi sono completamente diversi dal passato.
È lo stesso sport di prima… Ma l’approccio è completamente diverso.
Una esperienza nuova.
Devo ringraziare la mia manager, il mio avvocato e tutte quelle persone che quotidianamente mi accompagnano… e mi sopportano.
Spero vivamente che tutta questa nuova dimensione mi porti presto in pista.
Nonostante non abbia il tempo di rispondere ai vostri quotidiani messaggi sappiate che li apprezzo tanto e ricambio, con tutto il cuore, l’affetto che mi mostrate.
Apprezzo soprattutto la capacità che avete avuto di capire la mia storia… e di essere tornati a incoraggiarmi.
Non lo dimenticherò mai…
Grazie,
Alex
P.S. Roma è una città meravigliosa…

 

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