Sanremo 2016: Elton John e nastri arcobaleno per la prima del festival

Sanremo
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Prima serata della 66esima edizione del festival di Sanremo dominata da Elton John e i “veterani” della canzone italiana, Stadio, Ruggeri, Pausini (ospite) e Bluvertigo (anche se a rischio eliminazione). Il tema delle unioni civili aleggia sul palco dell’Ariston sotto forma di un nastro arcobaleno portato in scena da alcuni artisti. I voti della serata e il nostro spiritoso liveblog della kermesse

Sanremo 2016: i voti

 

Bluvertigo Semplicemente

Come quando senti parlare uno straniero, non lo capisci e pensi che quello che dice sia una cosa intelligentissima; allo stesso modo i Bluvertigo, con Morgan un po’ a corto di voce, lasciano intendere che sotto le parole ci sia una canzone davvero notevole: forse la migliore della serata. E infatti è a rischio eliminazione. Voto: 7

 

Elton John

Con quella giacca un po’ kitsch, il faccione dalla pelle un po’ cadente come quella di un simpatico Shar Pei: gli bastano pochi minuti per proiettarsi a distanze siderali dal livello medio del festival. Voto: 8

 

Il gobbo di Gabriel Garko

Ci siamo divertiti a prenderlo bonariamente in giro; il bel Gabriel ha affrontato con coraggio l’impresa di leggere il gobbo posizionato in punti evidentemente lontanissimi. A un certo momento ha inforcato gli occhiali, puntando l’indice come a sottolineare il flusso delle parole indistinguibili. Voto: inclassificabile

 

Stadio, Enrico Ruggeri, Dear Jack, Deborah Iurato e Giovanni Caccamo

La vecchia guardia, facendo appello al mestiere e alla capacità di evocare emozioni, anche se in una forma un po’ datata, ha buon gioco sull’incertezza della nuove leve, apparse timorose e un po’ frenate. Voti, rispettivamente: 6+, 6.5, 4 e 5-.

 

Carlo Conti

Prima o poi si verrà a scoprire che è un androide cosparso di terra rossa: come al solito mantiene il polso della situazione. Contiene gli eccessi, dà forma e riesce ad incanalare il flusso entropico del festival; se fosse un elemento musicale sarebbe un compressore: quello strumento utilizzato per livellare i picchi del suono. Voto: qualsiasi numero periodico 

 

Liveblog

ore 00:49. Finisce la prima puntata: Bluvertigo, Dear Jack, Noemi e Irene Fornaciari a rischio eliminazione. Ma tra quelle stonate c’è una nota positiva in questo festival: è la serata in cui Gabriel Garko ha pronunciato più parole diverse nella sua vita

ore 00:39. Rocco Tanica trascinante, forse il miglior momento del festival: purtroppo confinato alla fine della puntata

ore 00:32. Ora possiamo ricostruire ancora più precisamente le direttive che gli autori hanno dato a Gabriel Garko: “imita l’espressione di Zoolander e pronuncia le parole come se le stessi dicendo al contrario”

ore 00:28. Sta per concludersi la prima serata di Sanremo 2016. Ci sentiamo di affermare, con relativa certezza, che quello che si è divertito più di tutti è il gobbo di Gabriel Garko (nascondendosi in punti remoti degli spalti durante ogni intervento del modello)

ore 00:17. Pubblicità. Appare Carlo Cracco che si chiede “Cosa ci fa Carlo Cracco in una cucina Scavolini?” e finalmente si apre lo spazio per una riflessione esistenziale

ore 00:16. Virginia Raffaele versione Sabrina Ferilli è un incrocio tra Marisa Tomei e Nancy Brilli

ore 00:10. Maître Gims sul palco con una canzone che sfugge a ogni legge della fisica: il minutaggio dei ritornelli supera quello dell’intera canzone. Intelligentemente il rapper tiene gli occhiali scuri durante l’intervista con il presentatore per non rimanere accecato dal riflesso dell’abbronzatura di Carlo Conti

ore 23:58. C’è da dire che il riassuntone finale di tutte le canzoni, appiccicate insieme, produce una canzone molto migliore di ogni singolo brano del festival

ore 23:52. Ultimo campione in gara, Irene Fornaciari; sorge spontanea una domanda: la sua esibizione riuscirà a offuscare la felicità di sapere che fra poco finisce tutto?

ore 23:49. Da Elton John a Rocco Hunt: chi soffre di vertigini?

ore 23:30. Vivace e fantasioso: Elton John favorito per la vittoria finale

ore 23:13.  I Bluvertigo si esibiscono in un brano intitolato “Semplicemente”. Metafora di un viaggio alla ricerca inappagata delle corde vocali. Il brano sembra comunque davvero bello

ore 23:07. Gabriel Garko continua a opporsi fieramente al concetto di spigliatezza

ore 23:03. Enrico Ruggeri (travestito da Raf tra 15 anni) con un onestissimo rock. Convincente

ore 22:57. Fra poco Elton John sul palco, ma per ora la notizia del festival di Sanremo è una sola: ancora nessun brano in gara è firmato da Checco dei Modà

ore 22:54. Aldo, Giovanni e Giacomo in uno sketch del 1992

ore 22:39. Arisa sul palco con un brano molto orecchiabilie. Intanto tra il pubblico monta un’insensata voglia di Peppe Vessicchio

ore 22:34. Possiamo ricostruire con esattezza le indicazioni degli autori a Gabriel Garko “cospargiti di terra rossa e guarda un punto davanti a te a caso”

ore 22:32. Sul palco dell’Ariston gli Stadio. Un gruppo storico della musica italiana: addirittura in onore loro hanno coniato l’espressione “cori da Stadio”. La voce se n’è andata un po’ come il colore dei capelli, ma l’emozione è intatta. Ovazione finale

ore 22:30. Virginia Raffaele “sta per entrare sul palco Elton John: così ci mettiamo l’anima in pace, noi e Giovanardi”

ore 22:28. Pubblicità. Anche in questa edizione uno dei momenti di maggior spessore della kermesse

ore 22:16. Continuano i colpi di scena. Un filmato di repertorio dimostra come Laura Pausini tanti anni fa riusciva a cantare muovendo le labbra fuori sincrono rispetto alle sue stesse parole

ore 22:13. Interessante idea di Carlo Conti: dopo la sua esibizione, Laura Pausini tiene una lezione di ermeneutica filosofica

ore 22:08. La Pausini sul palco con un medley dei suoi successi a voce spiegata e potente. Gli spettatori delle prime due file hanno tutti perso simultaneamente l’uso dei timpani

ore 22:00. L’attesa per Laura Pausini si fa febbrile. Quasi da offuscare l’esibizione di Caccamo e della Iurato, che ce l’hanno messa tutta per rinverdire i fasti di Aleandro Baldi e Francesca Alotta: ricordate?

ore 21:42. I Dear Jack hanno rimpiazzato il loro ex cantante Alessio Bernabei con Leiner, direttamente da X Factor. Il cambio d’immagine è radicale ma purtroppo l’esibizione non decolla. Vedremo cosa saprà fare Bernabei, anche lui in gara come in una metafora dello scontro fratricida.

ore 21:37. Un po’ di emozione pesa anche sull’esibizione di Noemi. Sale sul palco Virginia Raffaele nei panni di una Sabrina Ferilli in versione molto rustica.

ore 21:25. Lorenzo Fragola si esibisce con una canzone che ha più autori degli spettatori all’Ariston. L’emozione è tangibile, il brano un po’ meno. Da riascoltare

ore 21:13. Lunga sequenza di interviste in stile talent show ai protagonisti: sono passati in rassegna nomi gloriosi della canzone italiana come Patty Pravo, Gli Stadio, Elio e le Storie Tese e i Bluvertigo. Finalmente ci stiamo per collegare con l’Ariston: intanto riflettiamo su quanto è beffardo lo scorrere del tempo.

ore 20:55. Ci siamo. La serata comincia con un Blob di tutte le canzoni che hanno vinto Sanremo negli anni. Dalla preistoria a oggi diciamo.

ore 20:30. Sta per iniziare la kermesse nazionalpopolare che terrà banco per le prossime cinque serate. Tra gli ospiti attesissimo Elton John, che in questi giorni è stato involontario protagonista di polemiche strumentali: sposato con il compagno David, e con due figli avuti con madre surrogata in California, la sua presenza si inserisce nel contesto rovente del dibattito italiano sulle unioni civili. Carlo Conti, per la seconda volte padrone di casa all’Ariston e affiancato da Virginia Raffaele, Madalinea Ghenea e Gabriel Garko, auspica che questi discorsi restino fuori dal festival, per non offuscare la musica e i protagonisti in gara.

Tra i primi dieci big, che si esibiranno stasera, i Bluvertigo, Arisa, Enrico Ruggeri e gli Stadio.
Altri ospiti della serata, Laura Pausini, Maitre Gims e Aldo, Giovanni e Giacomo.

Nella speranza che, come ogni anno, anche questa stagione possa regolarci delle chicche memorabili, allacciate le cinture; nel bene e nel male, Sanremo è (sempre) Sanremo…

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