Al via i saldi invernali. Ecco quando iniziano e tutto quello che c’è da sapere

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Confcommercio diffonde anche un decalogo per il consumatore. E c’è anche chi denuncia un aumento dell’evasione fiscale

 

Tra oggi e il 5 gennaio iniziano i saldi di fine stagione in tutta Italia. Un avvio particolarmente atteso dai consumatori a caccia di occasioni, ma anche per quei commercianti che negli ultimi mesi hanno venduto meno capi invernali a causa delle temperature miti. Come sempre, Basilicata e Campania saranno le prime a dare il via ai saldi, a partire da oggi. Come la Sicilia, che in questo 2016 ha scelto di anticipare l’avvio. Tutte le altre Regioni, invece, hanno optato per rispettare la data di partenza unica delle vendite di fine stagione fissata al 5 gennaio, giorno prima dell’Epifania, dall’accordo siglato in sede di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il 24 marzo 2011.

Secondo le stime di Confcommercio ogni famiglia spenderà 346 euro per l’acquisto di capi d’abbigliamento, calzature e accessori, il 3% in più rispetto all’anno scorso, per un valore complessivo di 5,4 miliardi di euro. “I saldi rappresentano un’occasione sia per i consumatori che per i commercianti – spiega Roberto Manzoni, presidente di Fismo, l’associazione che riunisce i commercianti del settore moda di Confesercenti – specialmente in un anno come quello che si è appena concluso, caratterizzato da un autunno dal clima molto mite, fatto che ha inciso sulle vendite stagionali. E visto che le condizioni metereologiche non hanno invogliato all’acquisto di capi invernali, i clienti avranno a disposizione un assortimento di prodotti superiore alla media da acquistare a prezzo fortemente ribassato”.

Dal consueto sondaggio realizzato da Confcommercio e Format Research emerge un aumento della percentuale di consumatori che farà acquisti: il 55% contro il 51% del gennaio 2015. In crescita la percentuale degli italiani che considera “importante” il periodo dei saldi. Le preferenze vanno, come da tradizione, ai capi di abbigliamento, calzature e biancheria intima. Attendono i saldi per acquistare qualsiasi tipo di prodotto soprattutto le donne, i consumatori in età superiore ai 45 anni, residenti nelle grandi aree metropolitane e nelle regioni del Mezzogiorno, le famiglie. Sono in lieve diminuzione, invece, quanti ritengono che acquistare presso i siti internet sia più conveniente piuttosto che non l’acquisto nei punti di vendita tradizionali.

Nel frattempo arriva anche un decalogo per il consumatore che si appresta a fare acquisti. FedermodaMilano, associazione di Confcommercio, presenta anche quest’anno il decalogo “Saldi chiari”, promosso in sintonia con le associazioni dei consumatori. Riportiamo i principali punti:

  • Durante i Saldi l’operatore commerciale non può rifiutare il pagamento con carta di credito.
  • Il dettagliante si impegna a sostituire, se possibile, o a rimborsare i capi acquistati che presentano gravi vizi occulti. Nel caso di non corrispondenza della taglia, il capo verrà sostituito con prodotti disponibili all’atto della richiesta di sostituzione.
  • Il cliente ha diritto di provare i capi per verificarne la corrispondenza della taglia e il gradimento del prodotto. Sono esclusi dalla facoltà della prova i prodotti che rientrano nella categoria della biancheria intima e quei prodotti che, per consuetudine, non vengono normalmente provati.
  • Le catene di negozi che effettuano Saldi si impegnano a porre in vendita gli stessi prodotti agli stessi prezzi. In caso di variazione del prezzo, la variazione viene praticata contemporaneamente in tutti i punti vendita della catena.
  • Se il costo per l’adattamento o la riparazione dei capi acquistati è a carico del cliente, l’operatore commerciale deve darne preventiva informazione al cliente stesso e deve inoltre esporre, in modo ben visibile, un cartello informativo sul quale si dichiara espressamente che le riparazioni sono a carico del cliente.
  • Qualora non fosse possibile la sostituzione per mancanza di capi o per mancato gradimento da parte del cliente, l’operatore rilascerà un buono acquisto di pari importo del prezzo pagato relativo ai capi da sostituire. Buono che il cliente dovrà spendere entro i successivi 120 giorni dall’emissione dello scontrino fiscale (che dev’essere presentato).

Ed è a proposito di quest’ultimo punto che arriva la critica dell’associazione Contribuenti Italiani, un gruppo che monitora l’evasione fiscale in tutta Italia tramite lo Sportello del Contribuente. “I saldi partono male” denuncia il presidente di Contribuenti.it citando un’indagine a campione condotta stamane a Napoli, Potenza, Aosta e Palermo dalla quale è emerso come un consumatore su 3 non abbia ottenuto il regolare scontrino fiscale. Una considerazione che acquista un peso maggiore a poche ore dalla denuncia di  Sergio Mattarella che ha giudicato inaccettabile l’evasione fiscale: “Vale ben 7,5 punti di PIL” e danneggia la crescita e “gli onesti” ha sottolineato infatti il presidente della Repubblica durante il suo discorso agli italiani di fine anno.

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