Al via i lavori di costruzione del muro di Calais

Migranti
A migrant walks in the mud to the tents and huts of the makeshift camp called 'The Jungle' next to the fenced area made of containers recycled in rooms in Calais, France, 15 February 2016. A new deadline was set by the French administration for the removal of migrant settlements in a week's time, as authorities plan to create a no-man zone in order to better spot migrants trying to access trucks and reach Britain. Between 4,000 and 7,000 migrants currently live in 'The Jungle'.  ANSA/JULIEN WARNAND

Interamente finanziata dal governo di Londra, la struttura completerà il recinto di protezione già eretto nella zona per impedire l’accesso al porto

I lavori di costruzione del muro per impedire ai migranti di passare in Gran Bretagna da Calais, nel nord della Francia, sono cominciati oggi, martedì 20 settembre: è quanto riferiscono i media francesi.

Alto quattro metri per un chilometro di lunghezza, il muro in cemento armato e dotato di telecamere di sorveglianza si trova a poche centinaia di metri dalla ‘Giungla’ dei migranti di Calais. L’obiettivo è impedire ai disperati di introdursi illegalmente nei camion diretti in Gran Bretagna. Interamente finanziata dal governo di Londra (3,2 milioni di euro secondo il quotidiano Le Figaro), la struttura completerà il recinto di protezione già eretto nella zona per impedire l’accesso al porto. Secondo la prefettura del Pas-de-Calais, il muro sarà pronto “entro fine anno”. I lavori ‘preparatori’ erano iniziati a fine agosto.

Nel frattempo, dall’altra parte della Manica, circa 20.000 manifestanti hanno marciato oggi nel centro di Londra per chiedere una politica per i rifugiati più generosa. I manifestanti sono partiti da Park Lane, scandendo cori come “Un mondo, un popolo”, “Gli amici sono benvenuti”, “Tutti uguali, tutti benvenuti”. Il corteo si è mosso in direzione degli uffici del primo ministro Theresa May. “Il mio messaggio è quello di proteggere i nostri fratelli e sorelle che provengono da tutto il mondo, di lasciarli arrivare e non penalizzarli a causa del loro luogo di provenienza e del colore della pelle”, ha commentato Felicity Rose, volontaria di 33 anni che lavora con i rifugiati a Calais. L’organizzazione è stata organizzata dall’ong Solidarietà con i rifugiati ed è sostenuta in particolare da Amnesty International.

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