Al grido di “camerati”, la Lega vira sempre più a destra

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Il segretario della Lega, Matteo Salvini, durante la Convention del gruppo Enfg, posa in gruppo con Marine Le Pen e i leaders euroscettici, Milano, 28 gennaio 2016. ANSA/ DANIEL DAL ZENNARO

Il raduno della destra europea a Milano sancisce la mutazione genetica del Carroccio

Ora la mutazione è completa, non è che ci fossero molti dubbi visto le frequentazioni con Casapound, ma la manifestazione iniziata ieri “Più liberi, più forti. Un’altra Europa è possibile” ne ha dato la certezza: la Lega è un partito di estrema destra. Lo si è visto nel momento in cui il giovane leader della formazione belga-fiamminga Vlaam Belang, Tom Van Grieken è salito sul palco al grido di “Camerati”, termine molto in voga nel ventennio, e ancora molto usato negli ambienti di estrema destra. Nessun imbarazzo dal popolo leghista anzi applausi a scena aperta, con qualche dissenso. Sono lontani i tempi in cui Umberto Bossi definiva i fascisti “canaglie” e dove anche l’alleanza con Alleanza Nazionale era vissuta come una necessità più che come una scelta.

Per quanto riguarda la manifestazione è stata come ci si aspettava. Principale imputato per i leader dei partiti coalizzati sotto la sigla di Europe of Nations and Freedom è Schengen. Per Marine Le Pen leader di Front National “quella che viene chiamata crisi dei migranti ha svelato l’infamia di fondo di Schengen e ne sta decretando la fine. L’immigrazione in massa – aggiunge – è l’ultimo braccio armato dell’europeismo, cioè impoverire le nazioni europee e uccidere per sempre la civiltà“. Mentre per il leader leghista “Schengen è morto”. Sul palco si susseguono gli interventi del “meglio” populismo europeo. Naturalmente sono gli immigrati il principale bersaglio di tutti, con la parola “invasione” che risuona più volte alla Fiera di Milano. Per il leader leghista “l’immigrazione è un progetto studiato e finanziato per sostituire i popoli europei con chi si fa pagare tre euro l’ora. Questa non è l’Europa è un centro commerciale”. Mentre per il leader austriaco di Fpo Heinz Christian Strache siamo “vittime di un invasione, l’Ue vuole farci diventare islamici”.

Un raduno populista che vuol far tornare l’Europa a più di vent’anni fa con controlli ai confini e dogane. Ma l’Europa è nata proprio per superare le barriere, per unire i popoli europei sotto un’unica bandiera. Nel titolo dell’iniziativa si legge “Un’altra Europa è possibile”, ma qual’è l’Europa che ha in mente l’estrema destra? Semplice, una non-Europa, un continente diviso senza una visione comune, dove ogni paese pensa a se stesso. A Milano dimenticano che i problemi che l’Unione sta vivendo derivano dalla mancanza di una visione unica, dagli egoismi dei singoli paesi e non dal contrario. Per risolverli serve più solidarietà tra i paesi membri e non più chiusura.

 

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