Affittopoli, rimpallo Marino-Tronca. E partono le lettere di sfratto

Roma
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Nell’elenco anche sedi di partito. Il nostro video sulla storica sede di via dei Giubbonari

Perdite quantificate per oltre 100 milioni di euro l’anno per le casse del Comune di Roma, due task-force insediate in tempo record dal commissario capitolino Francesco Paolo Tronca e polemiche a gogò tra le forze politiche. Lo scandalo che travolge la Capitale con gli affitti a prezzi stracciati di immobili del Comune di Roma diventa un vero e proprio ring per una battaglia senza esclusione di colpi e un avvio di campagna in cui scatta il “tutti contro tutti”.

Tronca ha spiegato di trovarsi di fronte “a una situazione di un fenomeno sommerso le cui condizioni io non conosco”: “è come scoprire l’acqua calda” ma serve anche capire che “con l’acqua calda bisogna fare qualcosa, bisogna pulire questa situazione definitivamente”. Impresa ardua, tanto che promette che “se per caso non ce la dovessimo fare completamente, vorrà dire che avremo avviato e portato avanti un fortissimo lavoro e si tratterà solo di completarlo. E a questo ci penserà l’amministrazione democraticamente eletta”.

E intanto sono al lavoro le task-force: la prima informatico-amministrativa che anche con il supporto dell’Agenzia delle Entrate mapperà il patrimonio e la seconda, operativo-logistica, che svolgerà contemporaneamente le verifiche e gli accertamenti sul campo.

Il Campidoglio, invece, manderà le carte in Procura, dove sono già aperte da tempo due inchieste: una sui criteri e le modalità di assegnazione degli alloggi a privati, l’altro su un migliaio di appartamenti per i quali non sarebbe stato pagato alcun affitto. Gli accertamenti non andranno più indietro del 2007, perché i possibili reati di abuso d’ufficio e truffa sarebbero prescritti.

Ma è sul piano politico che è partita una reazione a catena con una sequela di accuse, scaricabarile, rivendicazioni e soluzioni dell’ultima ora.

L’ex sindaco di Roma Ignazio Marino, invece, definisce Tronca come “astuto” e rivendica: “Il censimento sugli affitti? Lo avevamo già fatto noi”. E spiega: “E’ stato uno dei primi punti su cui mi sono concentrato da sindaco: diedi indicazioni prima al vicesindaco Luigi Nieri e poi all’assessore Alessandra Cattoi per realizzare una mappatura del patrimonio immobiliare”.

Contro Tronca anche i Verdi di Roma con il portavoce Gianfranco Mascia: “Se qualcuno pensa di approfittare dello sbigottimento generale per svendere il patrimonio pubblico del Comune di Roma, facendo arricchire i soliti noti, ha sbagliato i suoi progetti”.

Stefano Fassina, candidato sindaco di Roma sulla sua pagina Facebook invece attacca gli avversari: “Sugli immobili del Comune di Roma è imbarazzante il rimpallo di responsabilità tra Giachetti e Morassut da una parte e Alemanno dall’altra. Sarebbe necessaria un’esplicita assunzione di responsabilità da parte di chi è stato ai vertici dell’amministrazione per un lungo periodo”.

Intanto il Campidoglio ha dato il via all’analisi delle posizioni anomale, a partire da quelle già emerse nel I Municipio e poi, a tappeto su tutto il territorio. I 574 casi oggetto della prima ricognizione sono solo l’inizio, ma a destare maggiore fastidio sono quegli immobili occupati dalle forze politiche. La storica sezione del fu Msi di Colle Oppio, a ridosso del Colosseo: oggi frequentata dai giovani vicini a Fratelli d’Italia: l’affitto è di 154,92 euro all’anno, meno di 13 euro al mese. Stessa cifra richiesta a Sel mentre risulta morosa per 170 mila euro la sezione del Pd, di via dei Giubbonari, alle spalle di Campo de’ Fiori . Un debito per il quale il commissario del Pd di Roma Matteo Orfini appena insediato a dicembre del 2014, scrisse al Comune mettendosi a disposizione per sanare eventuali situazioni debitorie.

Intanto sono già partite le prime lettere di sfratto esecutivo per alcuni degli inquilini che abitano le case comunali. Si può dire che la partita è solo all’inizio.

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