Addio Luciano Rispoli, anima garbata della televisione italiana

Televisione
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Aveva 84 anni. È stato uno dei protagonisti della televisione “parlata” degli ultimi 50 anni

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Luciano Rispoli negli anni ’70, foto di repertorio de L’Unità

Quel tono di voce inconfondibile, che snocciola pacatamente parole e frasi senza incontrare alcun ostacolo, per suonare subito familiare: “Eravamo all’università e un mio amico mi disse di provare a lavorare in Rai, vista la mia facilità di linguaggio. Ricordo ancora l’anno del mio primo contratto: il 1954”. Luciano Rispoli è venuto a mancare ieri, a 84 anni, da tempo orami si era ritirato dalle scene, alla televisione aveva dedicato più di cinquant’anni della sua vita in veste di autore e conduttore. È Mariano Sabatini, il giornalista che lo stesso Rispoli aveva indicato come suo erede naturale, a darne la notizia: “È mancato ieri sera tardi nella sua casa di Casalpalocco. Con grandissima costernazione, e in accordo con la moglie e i figli, devo dare la triste notizia della scomparsa del popolare giornalista, autore e conduttore di programmi celeberrimi: ‘Parola mia’ e ‘Tappeto volante’ su tutti”.

Oltre che protagonista del piccolo schermo, Rispoli è stato attivo anche sul versante della radiofonia, conducendo programmi, collaborando a idearne alcuni tra i più famosi (come la Corrida di Corrado o Bandiera Gialla) e facendo esordire dietro il microfono personaggi del calibro di Maurizio Costanzo, Nunzio Filogamo, Raffaella Carrà e Paolo Villaggio. Legato al suo nome anche quello che viene a tutti gli effetti considerato il primo talk show della storia della televisione italiana, L’ospite delle due, datato 1975.

Nel 1990 passa dalla Rai a Telemontecarlo, dove, dal 1993, scrive e conduce uno dei suoi programmi che maggiormente sono entrati nell’immaginario collettivo, Tappeto Volante. Il format, spostandosi nel tempo da una rete televisiva all’altra (TMC, Odeon tv, Rai Sat Album, Canale Italia) va in onda per ben 16 anni, fino al 2009.

“È stato un gran privilegio lavorare con lui – commenta Sabatini – mi ha insegnato tanto. Dispiace però che un padre della tv Italiana, negli ultimi anni è stato dimenticato da quella RAI a cui aveva dato tantissimo”

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