Addio Gianmaria Testa, raffinato cantore dell’umanità

Musica
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Nato in provincia di Cuneo nel ’58, ci lascia una discografia non lunghissima ma significativa. La ripercorriamo attraverso cinque brani

Nato nel ’58 da agricoltori nella provincia di Cuneo, Gianmaria Testa viene scoperto a apprezzato prima in Francia che in Italia. Il suo esordio discografico, Montgolfières, esce per una piccola etichetta di Amiens, in seguito all’incontro con la produttrice Nicole Coutois. L’anno successivo, nel 1996, esce il secondo album, Extra Muros, nel quale, grazie al credito acquisito, può disporre di ottimi musicisti; il disco è un piccolo gioiello di raffinatezza cantautoriale, come dimostra la title track.

 

L’attenzione generata all’estero fa sì che Gianmaria Testa venga notato anche in patria. Nel 1999 esce il suo terzo disco, Lampo; anche se bisognerà attendere il 2000 per arrivare al primo lavoro del cantautore interamente prodotto e registrato in Italia: si tratta de Il valzer di un giorno, uno dei dischi di maggior successo del musicista. In questo album il nostro rilegge alcuni brani del suo repertorio in chiave minimale, spogliandoli degli arrangiamenti e sostenendoli semplicemente con la voce e la chitarra. Un’operazione che svela anche l’indole del personaggio Gianmaria Testa: la sua propensione a mettersi a nudo, a essere schietto e diretto al di là delle sovrastrutture e gli orpelli che finiscono per distogliere dall’essenziale

Queste che vi proponiamo sono Polvere di Gesso, dall’album Lampo e Il valzer di un giorno, brano che dà il titolo all’album uscito nel 2000, nonché uno dei tre inediti del disco.

 

 

 

Altre Latitudini è il lavoro che permette al cantautore di girare il mondo con un fortunata tournée teatrale, che toccherà l’Europa, gli Stati Uniti e il Canada.

Album ricco di ospiti prestigiosi, come il trombettista jazz Enrico Rava e il chitarrista degli Avion Travel, Fausto Mesollella, in Altre Latitudini si percepisce l’influenza di un altro cantautore nostrano di cui la Francia è innamorata: Paolo Conte.

 

Arriva nel 2007 il riconoscimento della Targa Tenco, vinta da Gianmaria grazie al disco Da questa parte del mareuscito a ottobre dell’anno prima; un lavoro che, soprattutto oggi, sembra riecheggiare di un’urgente attualità. Si tratta di un concept sui migranti, una riflessione sul senso profondo di alcuni concetti che ruotano intorno alla migrazione: lo sradicamento, il viaggio, il territorio, la patria. La lucida consapevolezza che attraversa l’album appare come un elemento fondamentale per affrontare situazioni di così grande portata.

Gianmaria Testa se n’è andato oggi con la stessa dignità che ha contraddistinto tutta la sua carriera, senza paura, consapevole del proprio posto nel mondo.

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