Addio Cesare, il primo italiano a sollevare la coppa dalle grandi orecchie

Calcio
22/05/1963 Wembley. European Cup Final. Milan-Benfica.
Cesare Maldini lifts the European Cup watched by Gianni Rivera and Benfica captain Mario Coluna.
Photo: Offside / L'Equipe.

Giocatore immenso, allenatore brillante, uomo tutto d’un pezzo: se ne va Cesare Maldini, da sessant’anni uno dei pilastri del calcio italiano

Ci lascia Cesare Maldini, una leggenda del calcio italiano. Un giocatore immenso, un allenatore brillante, un uomo tutto d’un pezzo. Nato a Trieste nel 1932, debutta in Serie A con la maglia dell’allora ancora gloriosa Triestina per poi passare a 22 anni a giocare con il Milan. L’esperienza in rossonero è da subito felicissima, vince tre scudetti in soli 5 anni e diventa, oltre che il capitano, la colonna difensiva di quella squadra.

Ma l’apice della carriera di Cesare si registra quando un altro triestino arriva a sede sulla panchina rossonera: Nereo Rocco. Con el paròn, il Milan entra nel mito del calcio italiano. Nel 1963, infatti, diventa la prima squadra nostrana a vincere la Coppa dei Campioni e Maldini diventa il primo calciatore azzurro a sollevare la mitica coppa dalle grani orecchie. Succede a Wembley, il tempio del calcio inglese e mondiale, dopo aver battuto il Benfica di Eusebio, vincitore della due edizioni precedenti.

La sua carriera da calciatore si chiuse con una stagione al Torino nel 1966/67. Cesare non lasciò mai il mondo del calcio e iniziò fin da subito i primi passi da allenatore, prima come vice di Nereo Rocco, poi in proprio. Guidò Foggia e Ternana, nel 1978 passò al Parma che riuscì a far promuovere dalla C1 alla Serie B. Nel 1980 partì la sua esperienza nelle file azzurre: per sei anni ricoprì il ruolo di vice di Bearzot, quindi dal 1986 assunse la guida della Nazionale Under 21 con la quale si laureò tre volte Campione d’Europa. Nel 1996 la promozione alla Nazionale maggiore, sconfitta ai rigori dalla Francia nell’Europeo 1998. In seguito, Maldini rassegnò le dimissioni.

Successivamente, il ritorno al Milan in qualità di coordinatore degli osservatori e di nuovo in panchina, da direttore tecnico, al fianco di Tassotti. Il duo sostituisce Zaccheroni dal marzo al giugno 2001. Tornò a guidare una nazionale a fine anno, chiamato dal Paraguay: Maldini condusse i sudamericani al Mondiale di Corea del Sud e Giappone. Dopo il ko con la Germania negli ottavi, le dimissioni.

Il cordoglio di Matteo Renzi su Twitter.

Vedi anche

Altri articoli