Addio allo scrittore Tommaso Labranca, esempio di intellettuale eclettico

Letteratura
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Oltre che per i suoi saggi sugli aspetti apparentemente effimeri, ma preponderanti, del panorama socioculturale italiano, era conosciuto per le svariate collaborazioni con giornali e riviste e il suo lavoro da autore televisivo

Si è spento ieri notte nel sonno all’età di 54 anni Tommaso Labranca, scrittore, giornalista e autore televisivo. Personalità eclettica che ha saputo adattare il suo isintnto critico alla complessità del contemporaneo, Labranca ha spaziato dalla saggistica alla narrativa, dalla radio alla televisione, individuando categorie interpretative adatta a carpire fenomeni tanto effimeri quanto preponderanti nel panorama socio-culturale del nostro paese. È il caso dei suoi storici saggi (tra i tanti) Andy Warhol era un coatto. Vivere e Capire il trash, del 1994, oppure Chaltron Hescon, del 1998: quest’ultimo incentrato sulla categoria interpretativa della “cialtronaggine”, secondo l’autore componente indissolubilmente legata a certe manifestazioni, anche le più artisticamente nobili, dell’uomo italiano.

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Tommaso Labranca

Agitatore culturale, Labranca a fine anni novanta costituisce insieme a un nucleo di autori letterari denominati “cannibali” (tra i quali Niccolò Ammaniti, Isabella Santacroce, Aldo Nove) la corrente artistica del Nevroromanticismo: un “movimento filosofico-letterario per esprimere l’inquietudine dell’esistenza”, che naturalmente ha vita brevissima e rappresenta solo uno dei multiformi interessi dello scrittore. A fine anni novanta, entra nel giro degli autori televisivi collaborando alla famosa trasmissione Anima Mia, condotta da Fabio Fazio e Claudio Baglioni, e da lì continuerà per tutta la sua carriera a scrivere per la tv: tra la Rai, LA7, Mtv, Rete4 e All Music, lavora su una ventina di programmi del nostro palinsesto nell’arco di 15 anni (dal 1997 al 2012).Ma anche la radio (da Radio Rai a Radio 24) e l’incessante collaborazione con riviste (Max, King) e giornali (dal 19 Agosto 2010 collabora con le pagine culturali di Libero), sono esperienze che completano la sua sfera d’azione.

Negli ultimi anni viveva in Svizzera e si era cancellto dai social network (rispetto ai quali nel 2008 aveva sarcasticamente dichiarato una forte dipendenza). Aveva però aperto una chat su WhatsApp denominata “LaBrancaforDummies”, per mantenersi in contatto con una selezionata cerchia di amici e collaboratori; gli stessi che oggi hanno appreso con dolore e incredulità la notizia della sua dipartita.

 

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