Addio Alan Vega, cantante dei Suicide

Musica
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Aveva 78 anni. Insieme a Martin Rev ha inventato un suono avanguardistico, ispiratore di molte correnti musicali e anticipatore dell’elettronica contemporanea

New Wave, No Wave, Electro Punk, Techno: e la lista potrebbe continuare. Dietro questa lunga serie di etichette c’è lo zampino e l’influenza di un artista la cui storia è terminata ieri. Si è spento infatti all’età di 78 anni Boruch Alan Bermowitz, noto ai più come Alan Vega: cantante di origine ebraiche che insieme al tastierista Martin Rev dà vita negli anni settanta ai Sucide.
Duo attivo a fasi intermittenti fino a pochi anni fa, è con l’omonimo disco d’esordio del 1977 che i Suicide lasciano il segno nella storia della musica, dando alle stampe un’opera che ancora oggi sembra provenire da un non meglio precisato futuro. Destrutturando completamente i codici del rock, il duo mette in piedi una serie di composizioni tutte giocare su pulsazioni anologiche ossessive e reiterate.
Il loro suono è qualcosa di inaudito: con Alan Vega, che solo apparentemente sembra ispirarsi a Lou Reed, a interpretare liriche incentrate sull’alienazione e la psicosi; l’incedere martellante delle basi strumentali; la fusione del minimalismo sonoro e la trasfigurazione del vocalismo rock più classico in un cantato/recitato squarciato da girda lancinanti. Mischiando ingredienti atipici, i Suicide si pongono come precursori di molti generi a venire (synth pop, industrial, electropop) e le loro intuizioni risuonano tuttora attuali. In particolar modo, lo spostamento del fuoco della tradizionale composizione rock verso la ciclicità del beat, fornirà un paradigma che tuttora trascende i generi frequentati dagli epigoni del duo, informando larga parte della “popular music” elettronica contemporanea.

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