Ciao Antonio, dirigente del popolo

Pd
Una foto d'archivio di Antonio Luongo, 57 anni, segretario del Pd lucano, deceduto in un incidente stradale, forse dovuto ad un malore, l'8 dicembre 2015 a Potenza. TONI VECE/ANSA/RED

Il ricordo di chi lo conobbe in anni lontanissimi, quando si era giovani

Un maledetto incidente stradale ha portato via Antonio Luongo, segretario regionale del Pd della Basilicata, la sua amata terra che rappresentò degnamente alla Camera per tanti anni, diessino eletto dall’Ulivo nel 1999, poi confermato nel 2001, nel 2006 e, con il Pd, nel 2008. Sarebbe stato eletto anche nel 2013 se un’inchiesta della magistratura non lo avesse indotto a ritirarsi (poi venne prosciolto: ma il danno era stato fatto). Ci ha lasciato dunque questo «uomo mite e saggio», come ha detto ieri il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, a soli 57 anni, in una notte di dicembre, al volante della sua auto uscita di strada o chissà che, e il rimpianto non è piccolo.

Chi scrive conobbe Antonio in anni lontanissimi, quando si era giovani, e giovani comunisti, io a Roma e lui ovviamente capo dei figicciotti lucani: tosto, Luongo, sempre presente, rigoroso, ma anche molto umano. Poi fece tutta la trafila, gradino dopo gradino, diventando il leader dei ds lucani.

Anni dopo ci rivedemmo spessissimo a Montecitorio, io giornalista e lui deputato: qualche notizia la dava pure ma mai cose particolarmente riservate. Così, quando facevo una domanda un po’ più “forte” alla ricerca di un qualche restroscena,  lui non ci cascava mai e rispondeva con quel suo sorrisone allargando le braccia: «Ma Mario…», come a dire, ma che domande mi fai, come puoi pensare che ti risponda?

Però era anche uno che ti spiegava «la posizione del partito», senza arroganza ma con convinzione forte: era uno di quei dirigenti che sanno stare contemporaneamente in prima fila e nell’ombra, a lavorare «per il partito» nella sua sofferta e multiforme sembianza, dal Pci al Pd. Ecco, Antonio Luongo era uno di cui ci si poteva fidare, un uomo politico di valore che non smarrì mai la bussola dell’interesse del suo popolo, della sua gente. Ci ha lasciato una bella persona, chi lo conobbe non lo dimenticherà.

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