Addio a Vittorio Sermonti, grazie a lui l’italia riscoprì Dante

Cultura
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Sermonti, che era nato il 26 settembre del 1929 a Roma, aveva 87 anni

Si è spento a Roma Vittorio Sermonti, scrittore, saggista, traduttore, regista di radio e tv, giornalista, docente.

Sermonti era nato a Roma nel 1929 e ha avuto grande fortuna la sua rilettura delle opere di Dante. Nel 1987 la RAI infatti gli affidò la registrazione radiofonica di tutti i cento canti della Commedia di Dante, da lui introdotti con una premessa critica del testo. Per questo sforzo si avvalse della collaborazione col filologo Gianfranco Contini, portando a termine la registrazione nel 1992.

Nel 1995 iniziò le sue letture pubbliche della Commedia, ampliando le proprie osservazioni critiche, nella basilica di San Francesco a Ravenna, davanti a migliaia di persone; tra il 2000 e il 2002, aggiornando la parte critica, replicò ai Mercati di Traiano e al Pantheon di Roma; dal 2003 al 2005 fu a Firenze (Cenacolo di Santa Croce) e a Milano (S. Maria delle Grazie); nel 2006 a Bologna (Santo Stefano). Le letture continuarono in altre piazze d’Italia e pure in Svizzera, Spagna, Regno Unito, Argentina, Cile, Uruguay, Israele, Turchia.

Soltanto due giorni fa il suo ultimo tweet, che oggi suono come un commiato

La notizia della morte, avvenuta ieri sera ma comunicata dalla moglie questa mattina, è stata confermata dall’ufficio stampa della Garzanti, la casa editrice con cui a marzo aveva pubblicato il suo ultimo romanzo: “Se avessero“. Finalista all’ultima edizione del premio Strega, si era piazzato terzo e chi lo ha conosciuto ricorda che ha vissuto con grande ironia l’esperienza del premio letterario più discusso d’Italia.

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