Addio a Umberto Eco, intellettuale di fama mondiale

Letteratura
Umberto Eco all'incontro con Roberto Saviano durante il XXVI Salone internazionale del Libro al Lingotto, Torino, 18 maggio 2013. ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

La cultura italiana in lutto per la scomparsa di uno dei più grandi intellettuali italiani

Con la morte di Umberto Eco, che si è spento questa notte all’età di 84 anni, il mondo della cultura, anche internazionale, perde non solo uno scrittore ma uno degli intellettuali di maggior spessore. Filosofo e semiologo, fine cultore del Medioevo, padre della semiotica interpretativa, ma anche saggista e professore emerito dell’Università di Bologna.

Nato ad Alessandria nel 1932, Eco si Laurea in filosofia nel 1954 all’Università di Torino con Luigi Pareyson con una tesi sull’estetica di San Tommaso d’Aquino e inizia a interessarsi di filosofia e cultura medievale, campo d’indagine mai più abbandonato, anche se successivamente si dedica allo studio della semiotica soprattutto nella cultura popolare contemporanea e all’indagine critica sullo sperimentalismo letterario e artistico. Nel 1956 pubblica il suo primo libro, un’estensione della sua tesi di laurea dal titolo Il problema estetico in San Tommaso. Sempre negli anni ’50 inizia a interessarsi all’influenza dei mass media nella cultura di massa.

Con il saggio Opera aperta scritto nel 1962 getta le basi teoriche del Gruppo 63, movimento d’avanguardia letterario e artistico italiano.

Nel 1961 inizia anche la sua carriera universitaria che lo porta a tenere corsi come professore incaricato in vari atenei a Torino, Milano, Firenze. Successivamente a Bologna ottiene la cattedra di semiotica nel 1975, diventando professore ordinario.

Nell’ateneo bolognese diventa prima direttore dell’Istituto di Comunicazione e spettacolo del Dams, poi dà inizio al Corso di Laurea in Scienze della comunicazione e infine viene nominato presidente della Scuola Superiore di Scienze Umanistiche coordinando l’attività dei dottorati bolognesi del settore umanistico. Negli anni ’80 fonda il Dipartimento della Comunicazione dell’Università di San Marino.

Insegna anche in varie università straniere tra cui UC-San Diego, New York University, Columbia University, Yale, College de France, Ecole Normale Superieure. Si ritira dall’insegnamento solo nel 2007 per limiti di età.

In tutta la sua lunga carriera Eco ha ricevuto 40 lauree honoris causa da università europee e americane.

Dal 2008 era professore emerito e presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell’Università di Bologna. Dal 12 novembre 2010 Umberto Eco diventa socio dell’Accademia dei Lincei, per la classe di Scienze Morali, Storiche e Filosofiche.

Viene ricordato soprattutto per il suo libro più famoso, Il nome della rosa (1980)giallo filosofico di ambientazione medievale (con il quale vincerà il Premio Strega e numerosi premi a livello internazionale), ma l’elenco dei suoi lavori è immensa. Tra le sue opere più importanti nel 1963 Diario minimo, volume che raccoglie saggi come Fenomenologia di Mike Bongiorno ed Elogio di Franti. E ancora, Apocalittici e integrati del 1964.

Dopo il successo de Il nome della rosa, sono arrivati Il pendolo di Foucault (1981), L’isola del giorno prima (1994), Baudolino (2000). L’ultimo suo libro, pubblicato nel 2015, proprio il giorno del suo compleanno è stato “Anno Zero”, pubblicato da Bompiani.

Dal 1959 al 1975 fu condirettore editoriale della casa editrice Bompiani.

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