Addio a Jonah Lomu, l’uomo che rivoluzionò il rugby mondiale

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HUD20-19991014-HUDDERSFIELD, UNITED KINGDOM: New Zealand winger Jonah Lomu gives some instructions during the first-round Rugby World Cup match between New Zealand and Italy at the McAlpine stadium in Huddersfield on Thursday, 14 October 1999. New Zealand won 101-3. (ELECTRONIC IMAGE)      EPA PHOTO      EPA/GERRY PENNY/sc/ac/kr

Cambiò il gioco tra gli anni ’90 e i primi anni 2000: veloce, potente, tecnicamente incontrollabile. Una malattia ai reni lo costrinse al ritiro nel 2006. Il video-tributo

E’ morto stamattina all’età di 40 anni il rugbista neozelandese Jonah Lomu, leggenda degli All Blacks. Ne dà notizia la Federazione di rugby della Nuova Zelanda (Nzrfu).

“Jonah era una leggenda del nostro gioco, amato dai suoi tanti fan sia qui che in tutto il mondo – afferma il ceo della federazione Steve Tew -. Non abbiamo parole, i nostri pensieri e sentimenti vanno alla sua famiglia”. Una malattia degenerativa dei reni costrinse Lomu a un trapianto e stroncò la sua carriera al suo picco; nel 2006 la sua ultima partita. Migliore marcatore di mete in Coppa del mondo, figura anche nell’International Rugby Hall of Fame.

Campione globale, talento speciale che ha catturato l’immaginazione degli appassionati di tutti gli sport in tutto il mondo. Pochi minuti dopo l’annuncio della federazione neozelandese, i più grandi nomi del rugby mondiale (e non solo) gli stanno rendendo omaggio sui social network.

Vista la sua struttura fisica, si avvicina ben presto al rugby, dapprima come terza linea, poi come ala, il ruolo che lo consacrò come icona di questo sport. Esordì con gli All Blacks all’età di 19 anni e 45 giorni contro la Francia. La sua potenza, unita alla sua velocità e al suo dinamismo hanno giocato un ruolo chiave nel passaggio epocale del rugby da sport dilettantistico a grande sport professionale e planetario.

Nonostante non sia mai riuscito a vincere la Coppa del mondo con gli All Blacks, le sue partecipazioni al mondiale, quella del 1995 (7 mete in tutto, di cui 4 in semifinale contro l’Inghilterra) e quella del 1999 (8 mete), rimangono impresse nella storia e nell’immaginario di tutti gli appassionati.

Purtroppo, però, le battaglie più grandi le ha dovute combattere fuori dal campo. Gli viene diagnosticata una rara malattia degenerativa del rene che ne condiziona il rendimento sportivo e soprattutto la vita. Benché il ritiro ufficiale avvenga nel 2006, la sua carriera internazionale termina già nel 2002 a soli 27 anni. Ha passato gli ultimi anni della sua vita tra trapianti e dialisi, il mese scorso era in Inghilterra per seguire i mondiali dello sport che ancora amava, vinti dai suoi All Blacks.

Tre settimane dopo quella vittoria, ci lascia il più grande e sfortunato rugbista di sempre. Lascia la moglie Nadene e i giovani figli Brayley e Dhyreille. Addio Jonah Lomu, leggenda.

 

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