Addio a Joe Dever, padre di Lupo Solitario

Libri
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Lo scrittore inglese era l’ideatore di una delle più famose collane di “Libri game”, un fenomeno esploso in Italia a fine anni ottanta grazie alla casa editrice di Trieste “Edizioni EL”

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“I Signori delle Tenebre” il primo librogame della collana “Lupo Solitario”

È arrivata ieri notte la notizia della scomparsa di Joe Dever, scrittore britannico nato nel 1956, il cui nome dischiude un mondo che chi ha vissuto la propria adolescenza a cavallo tra gli anni ottanta e i novanta non potrà far a meno di ricordare con nostalgia: l’universo dei libri game, e della serie Lupo Solitario, di cui Dever fu ideatore.

Esplosi in Italia come fenomeno editoriale grazie alle Edizioni E.Elle (in seguito Edizioni EL) di Trieste, arrivando a tirature di 50 mila copie per volume nei momenti di maggior successo commerciale, i libri game videro finire la loro età dell’oro con l’affermazione delle console casalinghe per videogiochi.

Lo schema narrativo sul quale questi testi erano costruiti consentiva al lettore di diventare protagonista in prima persona delle storie raccontate, grazie alla possibilità di scegliere, alla fine di ogni paragrafo, quale azione intraprendere; tali decisioni rimandavano sistematicamente a ulteriori paragrafi del libro, determinando lo svolgersi del racconto in base all’indirizzo ad esso impresso dal lettore.

Innumerevoli inoltre le ambientazioni e le tipologie dei libri game in commercio, tutti accomunati da una veste grafica riconoscibile e funzionale al collezionismo.

Lupo Solitario, la saga creata da Joe Dever, è stata tra le più famose e riconoscibili, oltre che la prima ad essere pubblicata in Italia (nel 1985, mentre l’anno prima fu lanciata negli Stati Uniti); di matrice fantasy, l’avventura ideata dallo scrittore inglese ci proietta in un pianeta di un universo lontano dove imperversa una secolare battaglia tra le forze del Bene e quelle del Male. Ma al di là della trama, Lupo Solitario rappresentava la miccia per innescare l’esplosione della fantasia di un esercito di lettori armati di dadi, matita e la voglia di assecondare la loro immaginazione: una specie in via d’estinzione nei nostri giorni.

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