Dario Fo, l’Italia piange un grande artista. Il figlio: “E’ stato un gran finale”

Cultura
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Il cordoglio del mondo politico, con qualche, immancabile, eccezione

Dario Fo si è spento proprio nel giorno in cui è stato assegnato l’ambito Nobel per la letteratura a Bob DylanUn caso, o forse no, per l’ultimo premio Nobel italiano.

Il drammaturgo vinse l’onorificenza 19 anni fa, il 9 ottobre 1997. L’accademia svedese decise di assegnarlo proprio a lui con la seguente motivazione: “Perché, seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi”. Quel giorno, Fo ricevette la notizia dall’ANSA, mentre era in macchina con Ambra Angiolini, durante le riprese del programma di Rai3 ‘Milano-Roma’.

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La triste notizia della scomparsa del grande artista milanese è rimbalzata sui giornali e sulla rete e in tantissimi hanno scritto per dare il loro ultimo saluto e ricordo.

Ad esprimere cordoglio anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “La morte di Dario Fo addolora gli italiani. Con il suo genio creativo e con la sua incrollabile passione civile ha arricchito la cultura del nostro Paese, nella lunga stagione che va dal dopoguerra ai giorni nostri. Desidero esprimere al figlio Jacopo, ai familiari, ai conoscenti e agli amici la mia vicinanza, e insieme la condivisione di una memoria, che è parte della storia del teatro, della televisione, della letteratura”.

Anche Matteo Renzi in una nota ha scritto scrive: “Con Dario Fo l’Italia perde uno dei grandi protagonisti del teatro, della cultura, della vita civile del nostro Paese. La sua satira, la ricerca, il lavoro sulla scena, la sua poliedrica attività artistica restano l’eredità di un grande italiano nel mondo. Ai suoi familiari il cordoglio mio personale e del governo italiano”.

Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini esprime il suo cordoglio in un tweet

La notizia della morte di Dario Fo arriva nelle aule del Parlamento. “Grande protagonista della cultura italiana, europea e mondiale del nostro tempo. Premio nobel, ha innovato il teatro comico italiano e la nostra letteratura”. Così la presidente di turno Linda Lanzillotta, nell’aula di palazzo Madama ha invitato tutta l’Assemblea ad osservare un minuto di silenzio.

Anche la città di Milano si tinge di nero: “Dario Fo è stato uno dei migliori interpreti della storia del nostro tempo. Milano non dimenticherà i suoi insegnamenti”. Lo afferma il sindaco di Milano Giuseppe Sala, commentando la notizia della morte dell’artista. “La scomparsa di Dario Fo – continua Sala – ci colpisce nel profondo. Perdiamo uno dei più grandi rappresentanti della letteratura, del teatro e della cultura milanese e italiana”.

Proprio nella sua città si svolgeranno i funerali laici in Piazza del Duomo sabato prossimo.

Sconvolto anche il gruppo parlamentare del M5S:“La morte di Dario Fo priva il Paese di una grande voce critica, una guida civile e spirituale. Ma priva pure il M5S di un punto di riferimento fondamentale, un compagno di viaggio allegro, geniale e profondo. Esprimiamo il nostro cordoglio più sentito per la scomparsa del premio Nobel e la nostra vicinanza al figlio Jacopo e a tutti coloro che, come noi, volevano tanto bene al grande maestro”.

Ma il cordoglio è bipartisan, con qualche immancabile eccezione. Ancora una volta Matteo Salvini cerca di distinguersi e su Facebook scrive: “È morto Dario Fo, bravo artista, una preghiera. Per lui io e i leghisti eravamo razzisti, egoisti, ignoranti? Vabbè, acqua passata, non porto rancore, doppia preghiera”. Anche Renato Brunetta capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo a Radio Anch’io, non perdona: “Quando muore una persona, ovviamente, cordoglio. Però, nessuna ipocrisia. Dario Fo non mi era mai piaciuto, l’ho considerato sempre un uomo violentemente di parte, un uomo che violentemente ha diviso il Paese”.

Tra le ultime dichiarazioni spicca quella di Roberto Benigni che ha definito Fo “un autore straordinario, innovativo, inimitabile. Un orgoglio del nostro Paese. Tutti gli dobbiamo qualcosa”.

Il figlio, Jacopo Fo, ha raccontato le ultime ore di suo padre ai microfoni di Rainews24: “E’ successo stamattina alle 8, è stato un gran finale e se ne è andato”. “L’unica cosa sensata che posso dire – ha proseguito – è che ha resistito e ha continuato a lavorare 8-9-10 ore al giorno fino a quando è stato ricoverato. Bisognerebbe metterlo nei prontuari medici. L’arte, la passione e l’impegno civile servono“.

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