Acquisti online in Ue: tre proposte per eliminare le discriminazioni

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La Commissione ha presentato un pacchetto per facilitare e rendere più trasparenti gli acquisti su Internet di prodotti che si trovano in un Paese dell’Unione diverso da quello di residenza

Non tutti i cittadini europei hanno la possibilità di acquistare online un prodotto in un Paese dell’Unione diverso da quello di residenza, alcune volte i maggiori costi di spedizione sono del tutto ingiustificati, altre volte invece pur avendo acquistato, ad esempio, un servizio tv via streaming non si riesce a fruirne in un altro Paese europeo.

Per questo la Commissione ha presentato oggi un pacchetto che mira a promuovere il commercio elettronico eliminando le discriminazioni in atto, rendendo la consegna transfrontaliera dei pacchi meno costosa e più efficiente e promuovendo la fiducia dei consumatori grazie a una migliore protezione e applicazione delle norme.

Novità anche per il settore audiovisivo. Per promuovere la creatività e la produzione europea il pacchetto prevede una quota del 20% riservata ai contenuti Made in Ue. Piattaforme come Netflix o Youtube dovranno, quindi, includere almeno un quinto di contenuti, film e show televisivi, prodotti nel Vecchio Continente.

Per la commissaria responsabile per il mercato interno, Elżbieta Bieńkowska, “nel mercato unico non sono ammissibili discriminazioni tra i consumatori europei legate alla volontà di segmentare i mercati lungo i confini nazionali. Regole più chiare, una loro migliore applicazione e una consegna transfrontaliera dei pacchi meno costosa renderanno più facile per i consumatori e le imprese, le pmi in particolare, avvalersi al meglio del mercato unico dell’Ue e del commercio elettronico transfrontaliero”.

Attualmente soltanto il 15% dei cittadini europei compra online dagli altri Stati membri. Una percentuale davvero molto bassa, non solo a causa dei costi elevati per il recapito dei pacchi oltre i confini nazionali (in genere cinque volte più alti di quelli domestici), ma anche dall’imposizione di specifiche modalità di pagamento per chi acquista dall’estero, oppure dai limiti previsti dalle singole normative nazionali, come quella sul diritto d’autore. L’obiettivo della Commissione è, da un lato, quello di eliminare le discriminazioni nei confronti dei consumatori, dall’altro, quello di far crescere gli scambi sul mercato digitale di 415 miliardi all’anno. Un giro d’affari che darebbe impulso alla crescita del commercio e dell’economia dell’area Ue.

Il pacchetto si articola in tre proposte legislative.

La prima per contrastare il blocco geografico ingiustificato e altre forme di discriminazione in base alla nazionalità o al luogo di residenza o di stabilimento. In questo modo si vuole dare maggiore certezza giuridica sia alle imprese che ai consumatori circa le pratiche autorizzate e quelle vietate. Le aziende, quindi, non potranno decidere in modo arbitrario condizioni diverse per la vendita di beni e dei servizi sulla base del Paese in cui viene effettuato l’acquisto. Restano fuori dal divieto di geoblocking la musica, i servizi non audiovisivi come ebook, giochi e software.

“L’iniziativa per contrastare il blocco geografico – ha spiegato Günther H. Oettinger, commissario responsabile per l’economia e la società digitale – garantisce il giusto equilibrio tra l’interesse dei consumatori di effettuare acquisti online senza confini e il bisogno delle imprese di far riferimento a norme certe. Sono certo che il nostro approccio, che tiene nella giusta considerazione le specificità di certi settori, darà un fruttuoso slancio al commercio elettronico transfrontaliero nell’UE”.

La seconda riguarda i servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi per aumentare la trasparenza dei prezzi e migliorare la sorveglianza normativa. Ci dovrà essere una correlazione chiara e congrua tra i costi di spedizione indicati e quelli effettivi. Verrà favorita una maggiore concorrenza nel settore della consegna transfrontaliera dei pacchi. Mentre la Commissione comunicherà i prezzi pubblici dei fornitori del servizio universale.

Secondo il vicepresidente della Commissione europea e commissario per il mercato unico digitale, Andrus Ansip, “troppo spesso coloro che vorrebbero acquistare online non hanno accesso alle offerte più convenienti oppure decidono di non acquistare all’estero perché il costo della consegna è eccessivo o perché non sanno come far valere i propri diritti in caso di complicazioni. Vogliamo risolvere i problemi che impediscono ai consumatori e alle imprese di sfruttare appieno la possibilità di acquistare e vendere prodotti e servizi online”.

La terza proposta ha l’obiettivo di migliorare l’applicazione dei diritti dei consumatori e fornire orientamenti che chiariscano, tra l’altro, cosa costituisce una pratica commerciale sleale nel mondo digitale. Alle autorità nazionali verrà affidato il compito di verificare se i siti Internet praticano il blocco geografico o se offrono condizioni che violano le norme Ue, ordinare l’immediata rimozione dei siti web che ospitano offerte truffaldine, chiedere informazioni ai gestori dei registri dei nomi di dominio e alle banche per accertare l’identità dell’operatore responsabile. La proposta inoltre prevede misure specifiche per garantire la piena e tempestiva tutela del consumatore.

“Rafforzeremo le autorità di protezione dei consumatori – ha dichiarato la commissaria per i consumatori, Vĕra Jourová – che potranno far rispettare meglio i diritti dei consumatori online e reprimere le pratiche fraudolente. Il pacchetto di oggi è un passo importante per adeguare la tutela dei consumatori alla rapidità del mondo online e per offrire certezza giuridica agli operatori economici”.

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