Parte l’accordo Ue-Turchia, la Grecia ammette: “Non siamo pronti, ci serve più tempo”

Migranti
Nel solo mese di giugno sulle isole della Grecia giunti 4.270 bambini migranti, 86 dei quali non accompagnati. ANSA/SAVE THE CHILDREN ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++

Il Papa lancia il suo monito: “In tanti, oggi, non vogliono assumersi la responsabilità del destino di tanti profughi”

Dalla mezzanotte di oggi è entrato in vigore l’accordo tra l’Ue la la Turchia sul rimpatrio dei migranti. E dal mare non arrivo buone notizie: la guardia costiera greca ha infatti trovato questa mattina i corpi senza vita di due bambini caduti da un’imbarcazione carica di migranti vicino l’isola di Rodi. Sul gommone viaggiavano tra le 35 e le 40 persone. Ma non sono i soli arrivati in Grecia nella notte: secondo quanto riferito dal Comitato di crisi del governo di Atene, sono sbarcati, provenienti dalle coste turche, 875 persone, che si vanno ad aggiungere ai 1.498 rifugiati arrivati ieri nelle isole greche, rispetto alle 670 di venerdì ed alle 239 di giovedì.

Le autorità greche hanno riconosciuto l’impossibilità di applicare, a partire già da oggi, i termini dell’accordo, lasciando così cadere nell’incertezza la sorte che sarà riservata ai migranti che arrivano nel corso della giornata di domenica. “Nei fatti, c’è bisogno che le strutture e il personale sia pronto e tutto ciò avrà bisogno di più di 24 ore”, ha riconosciuto ieri sera Giorgos Kyritsis, portavoce dell’organismo di coordinamento della politica migratoria in Grecia.

In base all’accordo siglato due giorni fa a Bruxelles con Ankara i migranti che arrivano in Grecia a partire da oggi saranno rispediti indietro in Turchia. L’intesa prevede che per ogni migrante rinviato in Turchia, un siriano già in Turchia sarà ricollocato in un paese dell’UE. Per applicare l’accordo circa 2.300 esperti, interpreti, funzionari degli uffici immigrazioni e della sicurezza, dovranno arrivare in Grecia e mettersi al lavoro. Dal gennaio 2015 più di un milione di migranti e rifugiati sono entrati nell’UE provenienti, via mare, dalla Turchia. Solo dall’inizio del 2016 ne sono arrivati 143.000 e circa 460 sono morti annegati nella traversata, secondo i dati della Organizzazione internazionale delle migrazioni.

Sulla gestione dei migranti arriva anche il monito di Papa Francesco: “In tanti, oggi, non vogliono assumersi la responsabilità del destino di tanti profughi, di tanti rifugiati”. Il Pontefice, nell’omelia, ha aggiunto ‘a braccio’ quelle parole, interrompendo per un attimo la lettura del testo, nel punto in cui afferma che Cristo “prova sulla sua pelle anche l’indifferenza, perché nessuno vuole assumersi la responsabilità del suo destino”.

 

 

 

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