Accordo tra Sánchez e Rivera, ma la maggioranza è ancora lontana

Spagna
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Tutto sembra portare a nuove elezioni. Al momento i due partiti in Parlamento non superano lo scoglio dei 176 voti necessari

A Madrid, nella centralissima Puerta del Sol verrà posta una targa per ricordare la rivolta degli indignados e quel 15 maggio del 2011 quando quella stessa piazza venne occupata dai manifestanti della protesta anti-sistema.

Negli stessi giorni il partito che rappresenta quella lotta abbandona al momento ogni speranza di un governo del cambiamento ipotizzato nei giorni scorsi insieme al Psoe di Pedro Sánchez.

L’accordo alla fine il Partito socialista l’ha fatto, ma con Ciudadanos di Albert Rivera rompendo così il lungo stallo che si era creato dopo le elezioni del 20 dicembre che non avevano portato a un risultato chiaro. Con questa decisione, però, i socialisti rompono definitivamente ogni trattativa con il partito di Pablo Iglesias. “L’accordo fra Sanchez e Rivera non è compatibile con noi”, ha commentato il numero due di Podemos Iñigo Errejón.

In questo modo, però, Sanchez “si è autoescluso” (per usare le parole dello stesso Errejón), perché difficilmente riuscirà a ottenere in Parlamento – il prossimo 2 marzo – l’appoggio di Podemos (e anche i due deputati di Izquierda Unida) e quindi di ottenere la maggioranza assoluta per la sua investitura.

Anche il Partido Popular passa all’attacco dopo l’accordo. Nel mirino non c’è il Psoe, ma Ciudadanos accusato dal partito di Mariano Rajoy di aver fatto un accordo-truffa: “Sono sorpreso dall’entusiasmo di Ciudadanos per l’appoggio al Partito socialista”. Ma Ciudadanos non si arrende e ha già chiesto un incontro con Rajoy per chiedere l’astensione del Pp in Parlamento: unico modo per portare a casa il risultato.

Viste le posizioni assunte da Pp e Podemos nei confronti di Sánchez e Rivera, sembra per lo meno difficile raggiungere la maggioranza in Parlamento e al momento i Psoe e Ciudadanos dispongono solo di 130 voti su 350: 176 è lo scoglio da superare per la maggioranza assoluta il prossimo 3 marzo. Voti che non basterebbero nemmeno per una maggioranza semplice prevista per l’eventuale seconda votazione del 5 marzo.

Un ulteriore spiraglio per un accordo Psoe-Podemos si potrebbe aprire la prossima settimana, dopo il voto in Parlamento. Errejón, infatti, non ha escluso di poter riprendere i negoziati con i socialisti nel caso di rottura dell’intesa con Ciudadanos, dopo “il fallimento dell’investitura di Sánchez” la settimana prossima in Parlamento. “Allora ci sarà altro tempo e la nostra mano è sempre tesa per formare un governo di cambiamento”, ha sottolineato Errejón. Stessa mano tesa offerta anche da Sánchez al partito degli indignados. Ma queste mani al momento sembrano non volersi incontrare e stringersi una volta per tutte. E tutto sembra portare ancora una volta a elezioni anticipate.

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