Accordo raggiunto, restano i diritti di coppia. Renzi: “È un fatto storico”

Unioni civili
Monica Cirinna' con il ministro Maria Elena Boschi nell'aula del Senato, Roma, 17 settembre 2015. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

La trattativa tra Pd e Ncd lascia quasi immutato il testo del ddl Cirinnà, dopo lo stralcio della stepchild adoption. Soddisfazione tra i dem (minoranza compresa), qualche defezione tra i centristi

Ci siamo. Accordo chiuso. E’ il senatore dem Andrea Marcucci a dare ai cronisti l’accordo di maggioranza raggiuntosul testo del maxiemendamento alle unioni civili. “Abbiamo chiuso e va molto bene”, ha dichiarato l’autore del supercanguro che ha ceduto il passo al testo del governo. “Un fatto storico per l’Italia”, ha commentato su Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Dopo gli ultimi confronti e gli strappi dell’ultim’ora (da parte di Ncd con le dichiarazioni del ministro Lorenzin) il maxiemendamento è pronto ad arrivare in aula, con la possibilità che venga votato già domani.

Una serie di vertici e riunioni – con i ministri Boschi, Orlando, Pizzetti e Costa per Ap – hanno caratterizzato la giornata di oggi, per arrivare all’intesa sul testo che in sostanza riprende il ddl Cirinnà con lo stralcio, però, dell’articolo 5 che riguarda la stepchild adoption e l’eliminazione del solo obbligo di fedeltà previsto dall’articolo 3.

Inoltre, vengono introdotte modalità più snelle per lo scioglimento dell’unione civile tra persone dello stesso sesso. “Abbiamo semplificato le norme relative allo scioglimento dell’unione proprio per evitare che si potesse imitare il modello procedurale della separazione e del divorzio, sempre nella logica di distinguere l’unione civile dalle regole del matrimonio. Nel testo Cirinnà – spiega Renato Schifani, capogruppo dei senatori di Ap – era prevista la procedure della separazione e del divorzio come per le coppie sposate”. Nonostante queste modifiche, lo stesso Schifani mette nel conto qualche defezione nel proprio gruppo al momento del voto, come quella già annunciata da Maurizio Sacconi.

Per quanto riguarda i tempi, spiega Boschi dopo la riunione, “decide la capigruppo. Mi auguro – aggiunge – ci sia il voto finale entro questa settimana”.

Nel frattempo fuori da Palazzo Madama cittadiniassociazioni lgbt con cartelloni e bandiere hanno manifestato contro l’accordo sull’emendamento dell’esecutivo e la conseguente eliminazione della stepchild adoption. “Vergogna, vergogna!”, grida la folla di circa 200 persone che ha invaso piazza delle Cinque Lune e rappresentanti delle associazioni, bloccate da una schiera di poliziotti per proteggere l’ingresso del Senato.

Il capogruppo pd Luigi Zanda assicura che la stepchild adoption non finirà nel dimenticatoio: “Le adozioni saranno inserite nella legge sulle adozioni a cui chiederemo di assegnare una corsia preferenziale in modo che sia approvata entro questa legislatura sia alla Camera che al Senato. Il telaio del testo resta identico, non ci sono modifiche sostanziali. È un traguardo importante, perché questa materia tocca la sensibilità, la vita delle persone e la politica. La approviamo al senato dopo due anni e mezzo”.

Soddisfatta anche la minoranza dem, che con Federico Fornaro parla di “un passo in avanti nella direzione dell’ampliamento dei diritti alle coppie omosessuali e delle convivenze”.

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