In Spagna accordo Psoe-Ciudadanos: López è il nuovo presidente del Congresso

Spagna
epa05100027 Socialist MPs applaud newly elected Speaker of the Lower House, Patxi Lopez (C), is applauded after the voting during the formation session of the chamber in Madrid, Spain, 13 January 2016, after the 20 December elections. The Spanish Parliament celebrates the opening of the 11th term of office of the country's Democracy. Spanish socialist party and Ciudadanos party agreed the previous day to choose the election of socialist MP Patxi Lopez as the Speaker of the Lower Chamber, while the People's Party has decided not to present a candidate as a step forward to a future agreement with the socialist party towards a coalition to avoid new general elections.  EPA/SERGIO BARRENECHEA

Nessun accordo ancora per la formazione del governo

Nella legislatura più incerta della storia parlamentare spagnola, oggi si è riunita per la prima volta l’assemblea della Camera dei deputati dopo le elezioni del 20 dicembre. Volti e partiti nuovi popolano l’aula di un Congresso che oggi più che mai vive una rivoluzione con il 62% di seggi rinnovati. Tra i banchi anche un bebè; è quello della deputata di Podemos Carolina Bescansa, fotografata con il figlio tra le braccia insieme ai colleghi di partito.

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Le foto, circolate tantissimo sui social, hanno scatenato come sempre diverse polemiche, come già successo in passato a deputate di altri Parlamenti tra cui quello europeo. E mentre qualche deputata ha fatto notare a Bescansa che nel Parlamento esiste un asilo dove poter lasciare il figlio, altre hanno parlato di “privilegi” delle donne che fanno politica, tra cui quello di portare i propri figli sul posto di lavoro.

La donna di 45 anni, sociologa e cofondatrice di Podemos, era il nome proposto dal suo partito per la presidenza del Congresso, ma Bescansa non ce l’ha fatta a imporsi e ad avere la meglio è stato il candidato sul quale si erano accordati socialisti e Ciudadanos.

Il nuovo presidente eletto oggi è infatti il socialista Patxi López, 56 anni ed ex presidente del governo regionale basco. López ha ottenuto 130 voti contro i 71 della candidata di Podemos alla seconda votazione, dopo che non è riuscito a raggiungere la maggioranza necessaria alla prima votazione.

E’ la prima volta che il partito di maggioranza non elegge il presidente della Camera, in questo caso il Partito popolare di Mariano Rajoy che ha ritirato la sua candidatura.

La Spagna è “plurale” ha detto López nel suo primo intervento in aula da presidente, ma deve portare avanti un “progetto comune” ha detto ancora ricordando il “sogno di libertà che ha sempre unito tutti gli spagnoli”. L’obiettivo del Parlamento, ha detto ancora López, è quello di riuscire a “gestire le discrepanze” per il futuro del Paese.

Quattro le vicepresidenti elette, tutte donne: due rappresentanti del Partido popular, Celia Villabos (114 voti) e Rosa Romero (53 voti), la socialista Micaela Navarro (90 voti) e la deputata di Podemos, Gloria Elizo (71 voti). Successivamente si è proceduto all’elezioni dei segretari: Alicia Sánchez Camacho del Pp, Ignacio Prendes e Patricia Reyes di Ciudadanos e Marcelo Expósito di Podemos.

Il Parlamento si è quindi insediato con i primi accordi per l’elezione dei suoi rappresentanti, ma resta oscuro il futuro dell’esecutivo del Paese dal momento che nessuno dei partiti ha ottenuto la maggioranza assoluta: il Partido popular ha 123 deputati, il Psoe 90, Podemos 69 e Ciudadanos 40.

Non si escludono le larghe intese con un accordo tra il Pp e Ciudadanos e un’astensione attiva del Psoe per permettere la governabilità del Paese, ovviamente in cambio dell’accordo su alcune leggi e riforme, tra cui quella costituzionale. Il tutto per evitare di tornare a votare nel giro di qualche mese anche se questa ipotesi ancora non è esclusa.

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