AAA sindaco di Roma cercasi. Perché M5S non ride

Roma

La corsa per il Campidoglio del M5S procede tra accelerazioni e smentite

Nessun “papa straniero”. E nessun volto noto per la corsa al Campidoglio. Da Roma smentiscono la ricerca di un nome forte, magari proveniente dalla società civile, da giocarsi come uomo della provvidenza. L’ipotesi era circolata quando il “guru” Gianroberto Casaleggio poco soddisfatto dalla performance tv dei consiglieri M5S di Roma,  aveva deciso di dare una sterzata e non farsi scappare la possibilità di prendersi la Capitale. E così il cofondatore del movimento si era visto coi componenti del direttorio (Luigi Di Maio, Roberto Fico, Alessandro Di Battista, Carla Ruocco e Carlo Sibilia) e con le parlamentari capitoline Paola Taverna e Roberta Lombardi, le “donne forti” del M5S.

Al momento, dopo la débacle Marino, i numeri dei sondaggi, un po’ per tutti gli istituti di ricerca, danno nella Capitale il Movimento 5 Stelle in testa attorno al 27%, la coalizione del centrodestra al 25-26% e quella di centrosinistra addirittura sotto il 20%. Paola Taverna, su Skytg24 continua ad escludere “categoricamente” che Alessandro Di Battista possa essere candidato per il Campidoglio. Il candidato sarà scelto con una “selezione online aperta a tutti gli iscritti di Roma”, ha spiegato Taverna a L’intervista di Maria Latella. A Roma “pensiamo di poter vincere, siamo in testa ai sondaggi” e si dice “sicura” che il M5S “possa governare Roma”. Eppure la scelta del candidato pesa eccome.

Anche l’idea del giudice Ferdinando Imposimato da far scendere in campo modello Ro-do-tà in ambienti grillini viene liquidata senza tentennamenti. In questo quadro, sondaggi in mano, ci si chiede se il M5S voglia davvero vincere o preferisca solamente partecipare. Il dubbio è più che lecito se si mettono in fila i cambi di rotta e la comunicazione politica a singhiozzo sul tema: dai “quattro consoli” al nome forte della società civile, dalle informazioni contrastanti raccontate dalla stampa fino alle rettifiche di infondatezza.

L’impressione è che la strada da percorrere non sia ancora chiara nemmeno al duo Grillo&Casaleggio, che sono in attesa di capire innanzitutto i tempi delle elezioni a Roma. Ciò che è sicuro è che la corsa per palazzo Chigi non va compromessa. E che Roma è un tritacarne politico che potrebbe sporcare quell’aura di purezza che il M5S vuole giocarsi per la partita più importante.

 

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