AAA sindaco di Roma cercasi. Perché la destra non ride

Roma
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Il terzismo di Marchini e la destra sociale della Meloni difficilmente si salderanno

Chiusa l’esperienza Marino, a destra, come minimo, si è partiti sbandando. Il nome di Alfio Marchini, già fuori al primo turno nel 2013 (quarto), è virtualmente in pista da tempo. “Un bell’uomo con zero progetti e zero base elettorale”, ha tagliato corto sul Corriere della Sera la grillina Roberta Lombardi, centrando probabilmente il primo e certamente il terzo punto: l’appeal di voti di Arfio (come lo chiamano nella Capitale) è tutto da inventare. Soprattutto da quando un redivivo Silvio Berlusconi ci ha voluto mettere il cappello: ‘E il nostro candidato”. Una esternazione che evidentemente Marchini non ha gradito, affrettandosi a smentire la sua collocazione di destra e rifugiandosi dietro il vecchio cliché “non sono né di destra né di sinistra”.

L’ipotesi-Marchini piace in effetti a tutto un mondo centrista che per ragioni diverse vuole emanciparsi dal berlusconismo e prendere le distanze dal renzismo. Uno come Gaetano Quagliariello, in rotta con l’Ncd, per esempio, diceva qualche giorno fa che a partire dal “terzismo” di un Marchini si potebbe pensare a un nuovo contenitore aperto anche ai “lettiani”. Fantasie? Si vedrà. Ma è un fatto che a Roma da sempre vivono e prosperano interessi economici, mondi produttivi, rendite speculative che potrebbero trovare nel costruttore romano un punto di coagulo.

C’è poi l’aggressiva Giorgia Meloni, che nella sua Roma è oggettivamente in pista, ultima erede di quella lunga storia di destra post-missina che nella Capitale ha tradizionalmente una sua forza e che si alimenta di nuove istanze “lepeniste”. Proprio quelle istanze che la fanno incontrare con Matteo Salvini, personaggio che a Roma non attecchisce più di tanto ma che che potrebbe in un certo senso “devolvere” lo spirito anti-immigrati e “securitario” proprio sulla giovane “sorella d’Italia”. Ma Giorgia – si dice a destra – non avrebbe nessuna voglia di correre per il Campidoglio: partita troppo difficile, quasi impossibile. meglio puntare sulle Regionali nel 2018 e di lì tentare la grande scalata “nazionale”.

Comunque la Meloni ha già detto no a Marchini. Le due destre – quella “sociale” di Fratelli d’Italia e quella tecnocratica e terista di Marchini – difficilmente s’incontreranno. Certamente non al primo turno. E al secondo non è affatto detto che ci arrivino.

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