AAA assessori cercansi. Raggi ancora in alto mare per il puzzle della giunta

Amministrative
Virginia Raggi, candidata M5S a sindaco di Roma, durante il Forum all'ANSA, Roma, 25 maggio 2016. ANSA/ETTORE FERRARI

La candidata M5S al Comune di Roma annuncerà i componenti della giunta solo a ridosso del voto

Doveva essere presentata più di due settimane fa, ma della giunta capitolina targata Cinquestelle ancora non vi è traccia. L’appuntamento dato dalla candidata pentastellata Virginia Raggi che era stato fissato con i giornalisti nella sede della Stampa estera era saltato perché, questa la spiegazione, alcuni componenti della squadra avevano chiesto riservatezza sul proprio nome per motivi professionali.

Non sfugge la differenza con Roberto Giachetti, che ha presentato la sua squadra molte settimane fa.

Una tesi discutibile, quella dell’avvocatessa grillina, che viene ribadita anche oggi. La squadra sarà presentata con video solo tra giovedì e venerdì a ridosso del voto. “Purtroppo non tutte le persone che abbiamo contattato – ha spiegato Virginia Raggi, intervista da Metro – se la sono sentita di esporsi in anticipo allo stesso virulento trattamento che mi è stato riservato”. Insomma il timore dei componenti sarebbe quello di esporsi all’attenzione della stampa e dell’opinione pubblica. Una giustificazione che non sta in piedi soprattutto per chi ha fatto della trasparenza una bandiera. Tant’è che in molti fanno notare come la ritrosia nell’annunciare il dream team pentastellato sia dovuta soprattutto all’incapacità di mettere nomi, cognomi e volti nelle diverse caselle della giunta.

A supportare tali tesi la lunga lista  dei dinieghi già incassati. Dopo il no dello storico dell’arte Tommaso Montanari che ha rifiutare l’invito c’è stata anche Rossana Rummo, direttore generale delle Biblioteche e Istituti Culturali del Mibact, già sub-Commissario straordinario del Comune di Roma alla Cultura, che ha riferito all’Ansa quanto segue: “Mi è stato proposto di diventare assessore alla Cultura in una ipotetica giunta di Virginia Raggi, ho ringraziato per la considerazione dimostratami, ma ho declinato la proposta”.

 

La lista dei “no, grazie”, però, non finisce qui. Tra questi c’è stato quello dell’altro campione di rugby Andrea Lijoi e dell’ex centrocampista della Roma Daiano Tommasi. Per i trasporti il nome in circolazione è quello di Marco Ponti, ex imprenditore e professore di economia applicata al Politecnico di Milano. Niente da fare nemmeno con Pasqualino Castaldi dato per certo fino a pochi giorni fa. Il sub commissario di Tronca in Campidoglio non sarà il futuro assessore grillino al Bilancio.

Al momento gli unici nomi dati per certi sono Paolo Berdini, che si occuperà di Urbanistica e Patrimonio, e l’ex campione di rugby Andrea Lo Cicero. In giunta potrebbero entrare anche alcuni consiglieri comunali pentastellati: Daniele Frongia e Marcello De Vito sono in lizza per la carica di vicesindaco ma quest’ultimo, Mr. Preferenze in Campidoglio, potrebbe diventare anche il nuovo presidente dell’ assemblea capitolina, “rivale” della Raggi.

Insomma sembra che i tanti profili contattati, dai tecnici ai prefetti, dagli attori agli sportivi, stiano preferendo evitare un coinvolgimento diretto, forse per timore di dover sottoscrivere quel codice di comportamento che la stessa candidata grillina ha ammesso di aver dovuto firmare. O forse perché la granitica certezza di vittoria dei Cinquestelle a Roma si sta ridimensionando.

Certo è che il Movimento Cinquestelle, privo di una propria classe dirigente strutturata, sia in difficoltà nel selezionare personalità credibili, in grado di ricoprire ruoli cruciali che siano allo stesso tempo “nuovi”. Insomma la scelta è riciclare figure considerate già parte di quell’establishment che lo tsunami grillino in teoria si augura di spazzare via o sperimentare dei signori sconosciuti che difficilmente saranno in grado di gestire la complicata macchina capitolina.

 

Vedi anche

Altri articoli