A Venezia Renzi e Hollande cercano un asse sui nodi europei – DIRETTA

Europa

L’incontro potrebbe essere un primo passo per superare in Europa l’asse franco-tedesco

Tav Torino-Lione, ma anche questione migratoria, frontiere, terrorismo e intervento in Libia. Sono questi i temi sul tavolo oggi in occasione del vertice tra Matteo Renzi e François Hollande, a Palazzo Ducale, in una Venezia blindata.

Non sono mancati in mattinata momenti di tensione nella zona sud della città, dove un gruppo di manifestanti a bordo di diverse imbarcazioni, che protestava contro la Tav in Val di Susa e il transito delle grandi navi nel Bacino San Marco, ha iniziato a lanciare fumogeni in aria per poi provare ad accedere nella zona rossa, cercando di sbarcare a piazza San Marco; tentativo fallito dopo l’intervento di Guardia costiera e altre forze dell’ordine che hanno deviato la protesta.

Quello di oggi potrebbe essere un primo passo verso l’avvicinamento tra Italia e Francia e creare un asse alternativo a quello franco-tedesco che, secondo il premier, sta mostrando troppi limiti e non riesce a risolvere i problemi europei.

Fondamentale anche il confronto tra i due leader sulla stretta attualità e in particolare sulla questione mediterranea, il controllo delle frontiere, le minacce dell’Isis e l’intervento in Libia. Su questi temi Renzi, forte di una crescita economica e occupazionale, che sta portando l’Italia fuori dalla recessione, può provare a imporre il proprio punto di vista e a far sentire il proprio peso rispetto a una Francia in difficoltà, soprattutto ora che il Paese transalpino sta attraversando un periodo di difficoltà in seguito alla bozza di riforma del lavoro presentata dal governo e che sta facendo parecchio discutere.

La crescita dell’Italia è stata messa in evidenza dai media francesi, anche oggi con il quotidiano economico Les Echos che in un editoriale ha evidenziato il miglioramento economico, anche se ancora “fragile” del Belpaese dopo “anni di caos e immobilismo”. “Il miglioramento della situazione economica al di qua delle Alpi è reale – sottolinea il giornale – E il Jobs act non ne è estraneo, anche se è un po’ troppo presto per fare il bilancio”.

“Il capo del governo italiano è arrivato al potere promettendo riforme che ha attuato rapidamente (Jobs act, abolizione del Senato, riforma elettorale, calo delle tasse), ridando fiducia agli attori economici – riconosce Les Echos – Se spuntano nuove minacce, a cominciare dalla crescita del populismo, comunque l’Italia ha ritrovato la stabilità e l’interesse per il dibattito politico”.

E in questo “il contrasto è più dirompente” con la Francia, dove “Hollande ha dovuto adattare rapidamente la sua strategia economica, senza farla totalmente sua”. In questo panorama, il premier Manuel Valls “vuole oggi incarnare una rottura all’italiana, ma il duo al governo non dà l’impressione di essere sulla stessa lunghezza d’onda ed i piccoli calcoli politici riaffiorano con l’avvicinarsi del 2017″ (anno delle presidenziali, ndr). “Per condurre in porto la modernizzazione indispensabile del mercato del lavoro – chiosa il giornale – bisogna assolutamente che i piloti della riforma parlino con una sola voce”.

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