A Sestola la prima al Giro di Giulio Ciccone

Maglia rosa
ciccone

La tappa appenninica segna la svolta nella corsa alla vittoria con il ritiro di Mikel Landa. Gianluca Brambilla perde la maglia rosa a favore del compagno di Bon Jungels

E’ un ragazzo che ancora deve compiere 22 anni a vincere la tappa appenninica del Giro d’Italia. Giulio Ciccone alla prima partecipazione alla corsa rosa vince con una grande azione la tappa con arrivo a Sestola. Un’azione iniziata sulla salita di Pian del Falco, salita vera e dura, dove insieme a Damiano Cunego e al compagno di squadra Stefano Pirazzi, per cui ha lavorato tutto il giorno è riuscito a staccare i 10 uomini che formavano il gruppetto degli attaccanti. Poi in discesa, molto veloce e tecnica, ha preso il largo dilatando il suo vantaggio anche nella salita finale. Un’azione da campione per un giovane che andrà seguito da vicino.

La notizia di giornata, però, è il ritiro di Mikel Landa che al sessantaseiesimo chilometro è costretto a scendere dalla bici e a riporre le speranza di vittoria. A metterlo KO non una salita o una caduta, ma un virus intestinale che lo ha debilitato a tal punto di non poter continuare la corsa rosa. Peccato, il Giro perde uno dei protagonisti che sicuramente ci avrebbe fatto divertire nei tapponi alpini.

Tra i big di classifica non succede nulla, il tatticismo ha prevalso, con Astana che ha fatto il ritmo e con la Movistar che ha tentato di prendere la maglia rosa con il secondo uomo di punta, Andey Amador. Il tentativo non è riuscito, ma comunque la maglia cambia proprietario con il lussemburghese Bob Jungels che la strappa dalle spalle del compagno di squadra Gianluca Brambilla. Qualcosa è successo però in testa con Nibali che perde con quattro secondi da Valverde, più scattista del siciliano e quindi adatto agli arrivi di piccoli gruppi dove spesso riesce a fare la differenza. Esce di classifica il protagonista dei primi giorni Tom Dumoulin, arrivato ad oltre 10 minuti dai migliori.

Domani tappa da Modena ad Asolo di 227 Km. Una tappa che prevede 200 chilometri di pianura prima di affrontare il breve ma durissimo strappo di Forcella Mostaccin (2,9 Km al 9% di pendenza media) e un finale nervoso negli ultimi chilometri con pavé e strappetti che decideranno la tappa. Tappa da fuga, probabilmente i big non si muoveranno nell’attesa delle salite che da venerdì saranno le protagoniste assolute del Giro. Favorito numero uno per la tappa è Diego Ulissi, il finale è adattissimo alle sue caratteristiche nel caso la fuga non arrivasse.

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