A scuola dal Giornale: oggi un esempio di macchina del fango

Destra
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Il sito del foglio berlusconiano offre una lezione gratuita di falsificazione notizia. E a svelarlo sono titolo, sottotitolo e testo di un articolo su Renzi

Oggi il sito del Giornale ci offre una lezione gratis di distorsione della notizia. Un vero e proprio “bigino” di macchina del fango, che però fa rimpiangere i tempi del metodo Boffo, quelli che hanno reso celebre questa triste espressione politico-mediatica. I redattori del foglio berlusconiano, infatti, riescono a contraddirsi all’interno della stessa pagina, creando una stridente antitesi tra titolo e testo dell’articolo pubblicato, che rivela in maniera plastica come si falsifichi una notizia per fini politici.

Di cosa stiamo parlando? Stamattina Haider al-Abadi, primo ministro dell’Iraq, è stato ricevuto da Matteo Renzi a Palazzo Chigi. In occasione del consueto picchetto d’onore, il militare che ha pronunciato la formula di rito ha commesso un imbarazzante errore, confondendo l’Iraq con l’Iran. Lo sbaglio ha provocato l’immediata reazione del premier (guarda il video) che non ha nascosto la sua disapprovazione.

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Per il Giornale, quanto accaduto è diventato una “gaffe di Renzi”, con tanto di virgolettato nel titolo: “Onore al presidente dell’Iran“, come se a pronunciare quelle parole fosse stato proprio il premier. Nel sottotitolo (o abstract), la seconda parte più visibile in un articolo pubblicato sul web, quella che va a finire anche sui social network per intenderci, si approfondisce la notizia: la gaffe del premier Matteo Renzi è avvenuta stamane durante il picchetto d’onore.

A leggere titolo e sottotitolo del pezzo del Giornale, dunque, sembrerebbe una vera gaffe del presidente del Consiglio. Per fortuna, però, non c’è bisogno di un gran lavoro di fact checking: a svelare la magagna è lo stesso testo del pezzo in questione, in cui si legge: lo sbaglio del Paese è stato del militare che ha recitato la consueta formula di benvenuto. Renzi, accortosi subito dell’errore, non ha nascosto la sua disapprovazione fulminando con lo sguardo il soldato. Uno slancio di onestà o un peccato di inesperienza nella generazione di falsità? Difficile a dirsi. Quel che sappiamo di certo è che per molte persone che leggeranno solo il titolo di questo articolo non sapranno che stanno leggendo una notizia inventata.

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