A Rozzano la destra si ricompatta. Sul nulla

CentroDestra
Leader of Italian Northern League Party, Matteo Salvini, leads the protest at Garofani Institute of Rozzano, school near Milan, where the director has scrapped last Friday planned Christmas concert and removed a crucifix in order to stage a more 'secular' event, 30 November 2015. 
ANSA/ MOURAD BALTI TOUATI

Matteo Salvini si presenta a scuola con un presepe e distribuisce cd con i canti di Natale. Mariastella Gelmini intona “Tu scendi dalle stelle”. Ignazio La Russa arriva con le bandiere di Fratelli d’Italia e viene contestato.

Qualcuno parla di un equivoco, ma la polemica a Rozzano non si placa. Proseguono le lamentele nella scuola in provincia di Milano dove le manifestazioni natalizie sono state cancellate dal dirigente scolastico per non urtare la sensibilità dei bambini di altre religioni. È un copione che ormai si ripropone ogni anno, in molte scuole italiane, soprattutto in quegli istituti dove si cerca di coniugare le tradizioni natalizie cristiane con la multietnicità dei bimbi che le frequentano.

A scatenare il caso questa volta è stata la scelta del preside dell’istituto di Rozzano: far slittare a gennaio il consueto concerto di Natale dei bambini delle elementari.

Dal sito della scuola, però, il preside accusato spiega che le sue parole sono state travisate: nessuna festa è stata soppressa – fa presente il dirigente scolastico – e nessun crocifisso è stato nascosto agli occhi dei bambini. Secondo alcuni abitanti del Paese è un episodio strumentalizzato ad arte visto che quando e dove tenere il concerto era già stato deciso a settembre.

“Le feste così come programmate a settembre avranno luogo – dicono i sostenitori del preside – compresa una festa nelle classi dove saranno accolti i genitori per condividere un momento di gioia: quella che è la famosa festa di Natale”.

Ma in molti scendono in piazza al grido “il natale non si tocca”, e non tardano ad arrivare le rimostranze dei politici. Sembra una chiamata alle armi soprattutto di esponenti del centrodestra, tutti al presidio all’Istituto Garofani di Rozzano organizzato in mattinata. Matteo Salvini si presenta a scuola con un presepe e distribuisce cd con i canti di Natale. Mariastella Gelmini intona “Tu scendi dalle stelle”. Ignazio La Russa arriva con le bandiere di Fratelli d’Italia e viene contestato.

salvini

Vicende del genere, comunque, non accadono in tutte le scuole con un’alta concentrazione di bimbi stranieri. Alla scuola elementare di Roma Carlo Pisacane, ad esempio, quella che finì nell’occhio del ciclone perché in alcune classi la presenza di extracomunitari sforava il tetto del 30% imposto dall’allora ministro all’istruzione Gelmini, il Natale non è mai stato un problema. Anzi. È diventato una ricchezza. “Includere e non escludere”, dice Maria, che ha scelto di mandare la figlia qui, tra alunni bengalesi, cinesi, indiani, nord africani, per scelta, “perché la diversità arricchisce”. “Il presepe a volte si fa a volte no, lo stesso per l’albero tutto senza drammi. Qui alla Pisacane il Natale si festeggia dicendo no al razzismo”, aggiunge ancora Maria. Inserita nel quartiere di Torpignattara, ad altissima concentrazione di immigrati, la Pisacane conta 200 iscritti di cui 30% stranieri.

Sulla vicenda arrivano anche le parole della Cei tramite il suo segretario generale, monsignor Nunzio Galantino che definisce “pretestuosa” e “tristemente ideologica” la “scelta di chi, per rispettare altre tradizioni o confessioni religiose, pensa di cancellare il Natale o di camuffarlo scadendo nel ridicolo”.

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