“A Moon Shaped Pool”, la nostra recensione del nuovo album dei Radiohead

Musica
Schermata 05-2457518 alle 16.40.47

Dopo il clamore mediatico suscitato da alcune mosse di marketing, esce il nuovo album della band di Thom Yorke. È la risposta giusta per spostare di nuovo l’attenzione sulla musica suonata? La nostra analisi

Schermata 05-2457518 alle 16.42.55Sovrainterpretazione
Si correva il rischio che la musica dei Radiohead venisse offuscata dal contesto. Che il vociare su tutti gli aspetti collaterali saturasse la comunicazione riguardo alla band, lasciandoci con un pugno di considerazioni, più o meno a fuoco, sul marketing ai tempi dell’era digitale. E tutto per un paio di mosse pubblicitarie, nemmeno troppo fuori dal comune, da parte del gruppo di Oxford: distribuire ad alcuni fan indizi criptici sul nuovo album tramite Twitter e oscurare i propri social per un paio di giorni. Ma la sovrainterpretazione è una cifra comune dei nostri tempi, ricchi di cambiamenti epocali e per questo non ancora “canonizzati”; per risalire in cima alla babele del chiacchiericcio extra-musicale serviva una risposta perentoria.
E questo A Moon Shaped Pool, nono album in studio dei Radiohead, riesce a riposizionare drasticamente il fuoco del discorso sulla materia suonata.

Rockstar
Che li si ami o li si odi, è innegabile un dato di fatto: la band inglese ha tante frecce al suo arco. A partire dalla voce di Thom Yorke, veicolo di una carica quasi messianica, capace di dare corpo a una tonalità emotiva, non proprio solare, tipica del vissuto occidentale contemporaneo; passando per l’enorme versatilità di Jonny Greenwood, archetipo del musicista colto del nuovo millennio, che dispone dell’elettronica e della musica classica da un’ottica che conferisce a entrambi gli approcci pari dignità; arrivando agli automatismi, ormai quasi sincronizzati fisiologicamente, di una band che suona insieme da 30anni.
Tutti questi aspetti hanno cementato intorno ai Radiohead un’aura caratteristica e riconoscibile; l’atmosfera che è la storica placenta del gruppo, almeno da fine anni novanta, e che ha molto a che fare con concetti quali sperimentazione, appartenenza, arte: tutte istanze che raramente si trovano accomunate in un unico gruppo pop rock. Perché, per quanto in costante ricerca di nuove forme e approdi stilistici, di questo parliamo quando ci riferiamo a loro: di rockstar; come lo furono (con le dovute differenze di contesto storico, socio-economico e artistico) i Beatles o i Pink Floyd.

 

Il disco
In questo A Moon Shaped Pool, passato, presente e futuro dei Radiohead si dispiegano insieme: ed è la carta che lo rende vincente. Tra i brani inseriti in scaletta almeno nove erano già noti ai fan, perché suonati dal vivo, inclusi in botoleg o EP, oppure presenti nel repertorio live di progetti paralleli dei membri del gruppo. L’album si chiude addirittura con una composizione del 1994, True Love Waits, molto conosciuta e apprezzata dal pubblico e finalmente reputata meritevole di una sua collocazione nella discografia ufficiale della band.
Le canzoni del disco sono disposte in una tracklist che si dipana, caratteristica piuttosto bizzarra, seguendo l’ordine alfabetico dei titoli dei brani, con la sola eccezione di Present Tense: questo aspetto è parte del lessico, fatto di stranezze e codici che sfuggono alla logica, tipico della band nell’ultimo decennio. Una sorta di predisposizione che potremmo chiamare post-realistica: etichetta che inquadra anche il lavoro del compositore polacco Krzysztof Penderecki, esplicita influenza di Johnny Greenwood. Il grande lavoro di orchestrazione, ossatura di molti brani del disco, ad opera del chitarrista coadiuvato dalla London Contemporay Orchestra, si pone in linea di continuità con il suo album There will be blood, colonna sonora del film Il Petroliere di Paul Thomas Anderson.
In generale,  A moon shaped Pool riesce dove altri album dei Radiohead post Amnesiac hanno fallito: utilizzare in maniera espressiva e narrativamente funzionale alcuni elementi sonori solitamente percepiti come “effetti speciali” fini a se stessi. E quindi le batterie ottenute con l’uso creativo di filtri e compressori, i riverberi vocali, l’enfasi data alle risonanze degli strumenti e in generale gli ambienti stranianti tipici del loro sound, sono tutti perfettamente organici alle canzoni del disco. Questo tentativo era riuscito solo in parte con il precedente, e ormai vecchio di 5 anni, The King of Limbs, per colpa di una certa ritrosia nel proporre canzoni che, a livello strutturale, fossero così tradizionali (e in quest’ottica va visto anche il ripescaggio di brani vecchi). Allo stesso tempo, in quest’opera c’è una ripresa molto diretta di una certa classicità rock: dal kraut alla psichedelia, passando per lo uk folk.

Maturità
“Un disco sulla pazienza e l’accettazione, dove i temi del sospetto, della paranoia e della doppiezza, tipici della band, emergono dalle profondità di uno specchio d’acqua a forma di Luna”.
Questa è la lettura che alcuni fan dei Radiohead fanno delle liriche di questo album.
Senza suonare vecchia o pacificata, ma semplicemente proiettata verso una sintesi più ampia, in A Moon Shaped Pool la band si apre di nuovo a tematiche che gli appartengono da sempre; riuscendo a non lasciarsi soverchiare dal carico emozionale, come accadeva negli eccessi emotivi dei primi dischi, e al contempo evitando di esasperare l’elemento “post umano”, che viaggia sottotraccia da Ok Computer amplificandosi fino a the King of Limbs. Forse, mai come ora, gli inglesi sono riusciti a guadagnare un punto di vista che potremmo definire maturo, dal quale trasfigurare l’elemento che da sempre è il protagonista indiscusso dei loro brani: quella particolare “ansia” che permea l’uomo del nuovo millennio.

Oggi i Radiohead ci raccontano qualcosa che ha a che fare con la matrice di quello stato d’animo: l’angoscia primaria che ci appartiene dall’alba dei secoli, e verso la quale la band di Oxford sembra aver maturato un certo grado di resilienza, in grado di restituire al mondo i riflessi più umani, accessibili e poetici di quel sentimento.

Vedi anche

Altri articoli