A Milano l’esperimento Parisi certifica la distanza dalla Lega. E dagli azzurri

Centrodestra
Il saluto introduttivo di Stefano Parisi in occasione della Convention, da lui promossa,  "Energie per lItalia, idee per riaccendere il paese". Milano, 16 Settembre 2016. ANSA/FLAVIO LO SCALZO

La ristrutturazione targata Parisi inizia con la presa di distanza dalla nomenclatura dei partiti tradizionali e da Silvio Berlusconi mai nominato per tutto il giorno

Uno sguardo a Pontida, dove è riunita la Lega per celebrare il ventennale, e uno a Milano, allo spazio Megawatt dove Parisi cerca le «idee per riaccendere il Paese», il risultato è che il centrodestra non rinasce. Non qui, non oggi almeno. E che l’esperimento Parisi sembra molto più in salita di quello che doveva essere. Di certo non c’è spazio per l’auspicata reunion. L’indizio, in questo senso, è più di una prova: in mattinata Salvini da Pontida attacca in modo cinico e sciagurato Ciampi («uno dei traditori dell’Italia»); nel pomeriggio Parisi ricorda l’uomo che «ha dedicato tutta la sua vita alle istituzioni» e che «salvò l’Italia da un grande rischio finanziario».

Parisi difende Ciampi ma non attacca a testa bassa Salvini. E magari anche l’affondo del segretario leghista non è stato casuale ma una ghiotta occasione per dire che la destra, quella vera, in Italia è solo una: quella populista e antieuropeista del Carroccio. Si rassegni Berlusconi. Faccia pace con la realtà, Parisi.

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