A “In Mezz’ora” Renzi vince la sfida dello share contro i rappresentanti del No

Televisione
Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi durante il suo intervento nel corso della trasmissione 'In 1/2 h' condotta da Lucia Annunziata su Rai3, Roma, 23 ottobre 2016. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Ieri nella trasmissione di Rai 3 il premier ha fatto segnare uno share del 7,3% mentre nelle settimane precedenti il duo Di Maio-Di Battista si era fermato al 4,7% e D’Alema al 6,1%

Nella campagna elettorale per il Referendum anche lo share conta, l’interesse che un personaggio politico o un tema suscita nel pubblico spesso indica anche la presa che determinati argomenti hanno sul pubblico. Ecco in questo senso Matteo Renzi, principale sponsor del Sì, dimostra di avere molta più presa sul pubblico rispetto ai fautori del No. E se è vero che sarà ancora la televisione a giocare un ruolo fondamentale in questa campagna elettorale, lo share non è un dettaglio di poco conto.

Prendiamo come esempio la trasmissione In Mezz’Ora di Rai 3. Nelle 5 puntate della nuova stagione andate in onda, in 3 il tema referendario è stato l’argomento centrale della trasmissione, con il duo Di Battista-Di Maio il 25 settembre e Massimo D’Alema il 16 ottobre schierati per il No e Matteo Renzi il 23 ottobre schierato per il Sì. Prendendo queste tre puntate si può vedere come il premier abbia nettamente vinto la battaglia degli ascolti. La puntata che ha avuto come ospite Renzi ha avuto un ascolto di un 1.252 milioni di spettatori con uno share del 7,2%, mentre quella con Di Battista-Di Maio 734 mila spettatori con uno share del 4,7%. Meglio del duo grillino ha fatto un altro sostenitore del No, l’ex premier Massimo D’Alema che si è fermato a 912 mila spettatori con uno share del 6,1%.

Ma questi dati cosa significano? Magari niente, oppure è il segnale dell’interesse verso una riforma che i cittadini italiani cercano sempre più di comprendere senza lasciarsi trasportare dalle opposte tifoserie. Il fatto che Renzi abbia segnato la miglior prestazione stagionale della trasmissione, con 100 mila spettatori in più di Ignazio Marino (che però ha fatto segnare uno share del 7,3%), è sintomo dell’interesse che i cittadini hanno su ciò che il premier ha da dire.

A conferma di quanto scritto si possono confrontare anche la prestazione a Politics di Matteo Renzi con quella di Alessandro Di Battista. Ebbene il premier l’11 ottobre è stato seguito da 1.693 milioni di spettatori con uno share del 6,4% mentre il grillino il 18 ottobre ha incollato agli schermi 706 mila spettatori con solo il 2,6% di share. 

 

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