A Crotone è guerra tra meetup, con Morra gran manovratore

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Liste non certificate, censure ed espulsioni. In vista delle amministrative, il Movimento Cinquestelle si spacca

La guerra dei meetup è in corso in tutta italia. La scadenza delle amministrative ha reso ancora più evidenti le contraddizioni del movimento in cui la democrazia viene predicata ma non praticata. Cosi da Napoli a Roma passando per il Friuli e la Romagna, la base si ribella, si riorganizza e fa sentire la propria voce.

L’ultimo caso riguarda la Calabria e in particolare i meetup di Crotone dove stanno andando in scena dei veri e propri regolamenti di conti tra diversi gruppi di attivisti. Da una parte il meetup “Gruppo storico” dall’altra il meetup (ora M5S di Crotone) che ha ricevuto la certificazione della lista per cui potrà presentarsi alle amministrative di giugno con il simbolo del Movimento.

Ma il “Gruppo storico” non ci sta e ha deciso di chiedere “la rimozione di Morra“, il senatore punto di riferimento del del movimento Cinquestelle  in Calabria. Per il senatore pentastellato che sostiene l’altro gruppo, è stato richiesto il recall, la procedura di origine anglosassone con cui gli elettori possono rimuove un rappresentante istituzionale dal suo incarico. Che Morra avesse deciso di non mantenere una posizione equidistante tra i diversi meetup era già chiaro da quando pubblicamente si occupò dell’uso improprio del simbolo M5S da parte di un attivista del “Gruppo storico” che si aggiunse alla lunga lista di espulsi grillini.

A rappresentare il malessere della base c’è Maria Rita Lamanna, che era stata designata come candidata sindaco dal proprio gruppo, raccogliendo ben 427 preferenze tra i banchetti delle comunarie che avevano allestito e che avevano registrato la presenza di un migliaio di votanti (contro le 170 preferenze del candidato ufficiale del M5S Ilario Sorgiovanni).

Alla lista del “Gruppo storico”, però, è stata negata la certificazione: in un post scriptum di un post del blog di Beppe Grillo, pubblicato il 7 Marzo, veniva annunciato infatti, senza preavviso che per la stessa data “per i capoluoghi di provincia da oggi non verranno più accettate liste ulteriori o alternative a quelle già presentate”. Lamanna ha però deciso di partecipare lo stesso alle amministrative, senza “apparentamenti con altri partiti”.

“Ci siamo sentiti finalmente liberi di dire la verità – ha spiegato Lamanna raggiunta telefonicamente da Unità.tv – Ci siamo avvicinati al M5S perché non eravamo soddisfatti della politica tradizionale. Quello a cui abbiamo assistito ha però le forme, il linguaggio e gli abiti mentali della peggior politica. Morra ha tradito gli ideali del Movimento e le espulsioni, le censure, le epurazioni e la logica autoritaria sono il segno della contraddizione tra ciò che si dice e ciò che si fa”.

Se i guai crotonesi non fossero abbastanza, al curriculum del senatore Morra si aggiunge l’imbarazzante vicenda raccontata da Il Fatto Quotidiano. Infatti al meetup M5S Crotone partecipa il fratello di un killer della ‘ndrangheta, ora collaboratore di giustizia. Un passato pesante che spinge l’uomo a non candidarsi “per non creare problemi al Movimento”. La questione naturalmente non riguarda la partecipazione alla vita politica dell’attivista calabrese, incensurato, ma l’opportunità politica di una presenza che potrebbe pesare fortemente all’immagine del Movimento. Soprattutto l’imbarazzo riguarda la posizione assunta dal senatore Morra, che ha dichiarato di essere completamente all’oscuro della vicenda.

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