A Corleone i boss preparavano l’attentato contro Alfano

Mafia
Alfano, senza soluzione Libia ancora tragedie

Progettavano un attentato contro il ministro in Sicilia, durante la campagna elettorale

L’inasprimento del 41-bis. Sarebbe questo il perno su cui faceva leva la vendetta mafiosa nei confronti del ministro dell’Interno, Angelino Alfano. A rivelarlo un’intercettazione effettuata nell’inchiesta dell’Arma sul mandamento mafioso di Corleone.

Questa notte un’operazione della Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha infatti portato all’arresto di sei persone, ritenute i nuovi boss di Corleone. A loro sono riferite le parole riportate dagli investigatori che durante l’inchiesta hanno captato “una intercettazione in chiaro in cui gli indagati di lamentavano del 41 bis inasprito dal ministro dell’Interno Alfano”.

Nelle intercettazioni i boss parlano del destino del ministro paragonandolo a quello del presidente americano ucciso nel ’63. “Dovrebbe fare la fine di Kennedy”, dicono,  “Se c’è l’accordo gli cafuddiamo (diamo, ndr) una botta in testa”.

Secondo le indagini, la mafia aveva anche deciso quando e dove agire: in Sicilia, durante la campagna elettorale. Uno dei momenti in cui, secondo i boss, il ministro sarebbe stato più vulnerabile. Il progetto però non è passato mai ad un livello successivo e gli arresti di oggi hanno posto un freno a qualsiasi evoluzione della vicenda.

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