A che ora si conoscerà il nuovo presidente

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Indicazione utili per la grande notte americana

Mancano ormai poche ore all’Election Day, quando il mondo conoscerà il nome del 45esimo presidente degli Stati Uniti. L’obiettivo dei due candidati è assicurarsi almeno 270 grandi elettori, il ‘magic number’ che consegna le chiavi della Casa Bianca.

Ma come (e a che ora) si raggiungerà questo numero? Innanzitutto va sottolineato cosa rappresentano i grandi elettori: i cittadini statunitensi non eleggono direttamente il presidente, ma i 538 grandi elettori, divisi tra i 50 Stati (più il District of Columbia) in base alla popolazione: il candidato presidenziale che vince in uno Stato ottiene la totalità dei suoi grandi elettori (tranne in Maine e Nebraska), che poi eleggeranno il presidente.

Un ruolo fondamentale lo avranno gli swing states, gli stati in bilico, ovvero i dieci Stati ancora ‘indecisi’. Saranno loro a decidere le elezioni visto che, secondo i sondaggi e le proiezioni di Real Clear Politics e Five Thirty Eight, assegneranno 127 grandi elettori.

Per il sito RealClearPolitics, Hillary Clinton ne avrebbe già in tasca 203, contro i 164 di Donald Trump. In palio ci sono ancora in gioco i voti dei cosiddetti ‘battleground states’. E ultimi sondaggi alla mano, la strada è sicuramente più ardua per il repubblicano, costretto a un filotto di vittorie per arrivare alla fatidica soglia dei 270.

Le urne chiuderanno a orari diversi. Ecco quali Stati seguire (e quando), con orari di New York (dove i candidati attenderanno i risultati) e Roma.

Ore 19 (l’1 di notte in Italia). Seggi chiusi in gran parte della Florida (29 voti). La Florida ha diritto a 29 grandi elettori e, alternando la scelta tra democratici e repubblicani, è stata determinante nelle ultime cinque elezioni, tanto che Five Thirty Eight le assegna la percentuale più alta, tra tutti, come Stato decisivo per l’esito delle elezioni. Per il sito di Nate Silver, la situazione è di equilibrio: Clinton avrebbe il 54,9% di possibilità di vincere nel Sunshine State, senza il quale Trump non avrebbe praticamente chance di arrivare alla Casa Bianca.

Virginia (13) Dopo una lunga stagione ‘rossa’, la Virginia decise di cambiare e di premiare Barack Obama, che ottenne il 52,6% nel 2008 e il 51,2% nel 2012. Secondo gli esperti, ci sono poche possibilità di vittoria per Trump, in ritardo di 4,7 punti nella media di Real Clear Politics; per Five Thirty Eight, il margine di vittoria per Clinton sarebbe di 5,9 punti.

New Hampshire (4) Il New Hampshire, dopo essere stato considerato ‘sicuro’ per Hillary Clinton, è diventato negli ultimi giorni uno Stato in bilico, facendo perdere le certezze della candidata democratica alle elezioni presidenziali. L’ultimo sondaggio, però, è rassicurante: secondo l’Università del New Hampshire, Clinton godrebbe del 49% delle intenzioni di voto, contro il 38% per il rivale repubblicano, Donald Trump. Secondo la media di Real Clear Politics, Clinton avrebbe 0,6 punti di vantaggio.

 

Ore 19:30 (l’1:30 di notte in Italia)

North Carolina (15) Nel 2012, fu lo Stato con il secondo minor scarto tra i due candidati, alle spalle della Florida. Vinse il repubblicano Mitt Romney contro il presidente Barack Obama, che invece aveva vinto quattro anni prima contro John McCain, interrompendo una serie di sette successi repubblicani consecutivi. Secondo la media di Real Clear Politics, Trump è in vantaggio di 1 punto; per le proiezioni di Five Thirty Eight, Clinton avrebbe 0,7 punti percentuali di vantaggio.

Ohio (18) L’Ohio è la quintessenza degli Stati in bilico, visto che, nelle 30 elezioni presidenziali statunitensi dal 1896, solo in due casi ha votato per il candidato poi perdente. Per chiarire ancor di più l’importanza di questo Stato, basti ricordare che nessun repubblicano è mai diventato presidente degli Stati Uniti senza averlo conquistato e che nessun democratico, dal 1964, si è seduto alla Casa Bianca senza una vittoria in Ohio. Per questo, negli Stati Uniti si è diffuso il detto: “As Ohio goes, so goes the nation” (dove va l’Ohio, va la nazione).

 

Ore 20 (le 2 di notte in Italia)

Seggi chiusi in gran parte del Michigan (16) Si tratta di un altro Stato che sembrava di sicura conquista democratica, ma nelle ultime settimane Trump è cresciuto molto nei sondaggi, trasformandolo in uno Stato in bilico. Secondo Real Clear Politics, Clinton ha un vantaggio di 3,4 punti percentuali; per le proiezioni di Five Thirty Eight, la democratica è in vantaggio di 4,2 punti percentuali. Il Michigan ha scelto il candidato democratico nelle ultime sei occasioni.

Colorado (9) Nel 2012, il presidente in carica, il democratico Barack Obama, vinse con 5,4 punti di vantaggio sul repubblicano Mitt Romney; quattro anni prima, Obama sconfisse John McCain con nove punti di scarto. Oggi, la media dei sondaggi di Real Clear Politics assegna 2,9 punti di vantaggio a Clinton, mentre per Five Thirty Eight il vantaggio sarebbe di 4,1 punti.

Ore 22 (le 4 di notte)

Nevada (6) Finito l’innamoramento per i democratici, grazie a Obama, il Nevada sembra pronto a tornare a votare per il candidato repubblicano, vittorioso in 6 delle 8 elezioni precedenti a quelle che hanno visto protagonista l’attuale presidente, che vinse con 6,7 punti su Romney e 12,4 punti su McCain. Secondo Real Clear Politics, Trump avrebbe 0,8 punti di vantaggio, mentre Five Thirty Eight assegna il 58,4% di possibilità di vittoria a Clinton.

Iowa (6) È uno Stato in bilico, che ha però scelto il candidato democratico in sei delle ultime sette elezioni presidenziali, con margini piuttosto ampi grazie a Obama (+5,8 e +9,5 punti contro Romney e McCain). Quest’anno, ci sono buone possibilità che l’Iowa scelga Trump, che avrebbe 3 punti di vantaggio, secondo Real Clear Politics; per Five Thirty Eight, le sue chance di vittoria sono pari al 68,7 per cento.

 

Alle 20 di New York (le 2 in Italia) si conoscerà l’esito in un numero di Stati che assegnano in tutto 292 grandi elettori, più della metà del totale; circa il 90% dei grandi elettori degli Stati in bilico sarà assegnato in Stati dove i seggi chiudono entro le 21 di New York (le 3 in Italia). Proprio alle 21, Clinton potrebbe ottenere la vittoria, nel caso dovesse rispettare le previsioni. Nel caso fosse invece la notte di Trump, il repubblicano dovrebbe aspettare un’ora in più, prima di festeggiare.

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