Renzi: “Referendum, un bivio tra cambiamento e palude”

Pd

In diretta dalla città etnea l’intervento del segretario del Pd

Un discorso di poco più di un’ora, molto incentrato sul grande appuntamento del referendum costituzionale, vero “bivio tra cambiamento e palude”. Matteo Renzi ha chiuso oggi a Catania la Festa nazionale de l’Unità e non ha risparmiato dure stoccate a chi si oppone al Sì con argomenti giudicati falsi e pretestuosi, soprattutto dentro il Partito Democratico: “Questa riforma è iscritta nella storia del Pd, non riduce lo spazio di democrazia, riduce le poltrone e semplifica l’assetto legislativo. Non consentiremo che questo referendum venga trasformato in un congresso. Chi ha i voti si candidi al congresso e provi a vincerlo, io ci sarò”. L’attacco più diretto è rivolto a Massimo D’Alema, uno dei massimi oppositori della riforma. Renzi legge un passaggio del libro ‘Un Paese normale’, scritto anni fa proprio dall’ex premier, sottolineando che quello che scriveva D’Alema è proprio quanto contenuto nella riforma costituzionale. Poi promette: “Dovevo chiarire una volta per tutte questa questione, d’ora parlerò del referendum solo guardando al futuro”.

Rivolgendosi alle altre forze politiche, Renzi è tornato a chiedere “l’unità della politica sul progetto Casa Italia” e ha invitato i militanti del Partito Democratico (pur non risparmiando pesanti critiche al M5S su trasparenza e demagogia) a non attaccare Virginia Raggi, nonostante il disastro di Roma: “Noi non crediamo nella politica come una lotta nel fango, noi le istituzioni le rispettiamo sempre“.

Nel finale, le tre citazioni di tre grandi personaggi siciliani per parlare delle sfide del futuro.

Ecco il liveblog con la cronaca di quanto detto da Renzi sul palco di Villa Bellini.


>>> Leggi anche: L’attesa, l’abbraccio della folla e la stoccata a D’Alema di Stefano Minnucci


Ore 18,45 – “La bellezza dell’Italia è la straordinaria qualità delle relazioni umane. Vi invito a scegliere l’Italia che dice Sì, il referendum sarà un bivio tra cambiamento e palude”

Ore 18,43 – “Non ci faremo trascinare nella guerra del fango, né al nostro interno né fuori. Fuori di qui c’è solo qualunquismo e populismo, se non ce ne rendiamo contro noi commettiamo un danno enorme”.

Ore 18,39 – “Oggi è l’11 settembre e io non riesco a non pensare a Barack Obama. In questi 8 anni ha vinto delle battaglie spaziali, è stato un punto di riferimento per molti di noi. Cosa ci insegna la sua storia e quella dei democratici americani? Che il partito democratico americano è un luogo che profuma di futuro, un luogo in cui ci si sfida ma in cui si va avanti insieme perché c’è un’identità di valori, di regole, di appartenenza. Il Pd italiano per me è questa roba qua, non è un gruppo di persone che sparano a zero l’uno contro l’altro con interviste sui giornali.

Ore 18,37 – La terza citazione è per Pietro Bartolo, medico di Lampedusa. “Questa non è l’isola dei morti, c’è una cattiva informazione che l’ha descritta così. Io voglio dire: non abbiate paura”. Questa è l’Italia, spiegatelo ai populisti e demagoghi.

Ore 18,33 – Seconda citazione ‘siciliana’ per Renzi, dedicata a Giorgio La Pira. “Non è l’uomo per il sabato ma il sabato per l’uomo”. E’ inutile continuare con l’austerity se poi la gente non ce la fa ad arrivare alla fine del mese. Le regole non sono un totem a cui andare a inchinarsi, le regole servono a fare di questo Paese e di questa Europa un posto migliore e diverso”.

Ore 18,28 – “‘Datemi una leva e solleverò il mondo’, disse Archimede. La mia opinione è che questa leva, oggi come oggi, sono la scuola, l’università, la ricerca”. E poi cita Don Milani: “Dobbiamo fare il bene della scuola per i ragazzi, non per i professori”.

Ore 18,22 – “Prendo l’impegno di parlare del referendum, d’ora in poi, solo parlando al futuro. Dovevo ‘sparecchiare alcuni grandi equivoci’. La verità è che questa riforma è iscritta nella storia del nostro partito. Non riduce gli spazi di democrazia, riduce le poltrone e semplifica la legislazione. Non consentiremo che questo referendum venga trasformato in un congresso del Pd. Chi ha i voti si presenti al congresso e provi a vincerlo, io ci sarò”.

Ore 18,17 – Renzi legge sul palco di Catania i 5 punti del quesito del referendum e, subito dopo, le tesi dei Ds e dell’Ulivo sulle riforme. Poi la stoccata a Massimo D’Alema, leggendo sul palco un tratto del libro ‘Un paese normale’, firmato proprio dall’ex premier: “Una sola camera politica, riduzione del numero del parlamentari, una camera delle regioni. Un’altra prospettiva mi pare una nuova favola da raccontare agli italiani. La penso come D’Alema – scandisce Renzi – questa è la riforma della nostra storia. Noi diciamo che questa riforma è la riforma del Pd, senza risse e confronti permanenti”.

Ore 18,11 – “Negli ultimi due anni la macchina-Italia ha smesso di andare in discesa, si è girata ed è ripartita. Certo, non è sufficiente, ora tocca accelerare e per accelerare è fondamentale avere istituzioni più solide e funzionanti. Ecco cos’è il referendum costituzionale”

Ore 18,07 – Renzi elenca i risultati del governo negli ultimi mesi: “Vi chiedo di essere orgogliosi di quello che ha fatto il Partito Democratico in Parlamento, contro la retorica di chi è sempre contro”

Ore 18,00 – “Nonostante le enormi difficoltà che stanno incontrando e le chiacchiere sulla trasparenza, chiedo ai militanti del Pd di non attaccare Virginia Raggi. Lo so, è un enorme sacrificio ma facciamo vedere che per noi la politica non è una lotta nel fango. Noi siamo quelli che le istituzioni le rispettano sempre, non solo quando c’è uno di noi a governare”

Ore 17,55 – Attacco di Renzi a Salvini: “Tenetevi le camicie verdi e lasciate le divise della polizia a chi è degno di portarle”

Ore 17,52 – Renzi, ricordando le vittime del terremoto in Centro Italia, ringrazia chi si è reso protagonista delle straordinarie operazioni di soccorso, dalle forze dell’ordine ai militari, dalla protezione civile ai volontari e, “in particolare ai vigili del fuoco”

Ore 17,48 – Il G7 del 2017 si svolgerà in Sicilia, l’ha confermato Renzi dal palco di Villa Bellini

Ore 17,45 – Renzi ricorda sul palco di Villa Bellini il sacrificio dei martiri siciliani, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: “La storia italiana è profondamente legata alla storia della regione siciliana”.

Ore 17,39 – Matteo Renzi è accolto da un’ovazione della sala sul palco della Festa de l’Unità

Ore 17,31 – E’ la volta del segretario regionale siciliano del Pd Fausto Raciti: “La Sicilia è l’isola dell’accoglienza, questa festa dimostra che c’è uno spazio all’interno del Partito Democratico per confrontarci tra di noi e soprattutto con gli altri. I nostri volontari hanno dimostrato che c’è uno straordinario potenziale di passione e dedizione che rende il Pd diverso da tutti gli altri partiti”

Ore 17,22 – Prende la parola sul palco di Villa Bellini il segretario provinciale di Catania del Partito Democratico Enzo Napoli: “Ci piace pensare che proprio dalla Sicilia, il Pd e l’Italia possano trovare delle strade nuove per ripartire”. Ringraziamenti all’organizzazione del Pd e ai tanti volontari che hanno reso possibile la realizzazione della prima Festa de l’Unità nazionale svoltasi in Sicilia.

(Foto di Stefano Minnucci)

Vedi anche

Altri articoli