Terroristi non ancora identificati, a Bruxelles continua la massima allerta

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Salah Abdeslam ancora in fuga. Ma i punti interrogativi a distanza di 10 giorni sono ancora molti

Uno dei sospetti arrestati dalla polizia belga è stato formalmente accusato di aver preso parte agli attacchi del 13 novembre a Parigi. Gli inquirenti belgi non hanno reso noto il suo ruolo nelle stragi, ma il livello di allerta rimane alto. In serata è stato il primo ministro del Belgio, Charles Michel, a confermarlo annunciando che il livello 4, quello di massima allerta, rimarrà attivo fino a lunedì per tutta la regione di Bruxelles capitale.

Nel drammatico rompicato che gli inquirenti stanno cercando di risolvere, molti tasselli non hanno ancora un loro posto. Il sospetto accusato oggi si aggiunge alla galleria di volti che complicano il quadro e che, a distanza di dieci giorni, non hanno ancora un nome.

Proviamo a fare ordine:

Il commando dello Stade de France
Sono tre gli attentatori morti nell’attacco avvenuto nei pressi dello stadio. Solo uno Bilal Hadfi, probabilmente il kamikaze responsabile delle ultime due esplosioni, è stato identificato. Degli altri due, la polizia ha diffuso solo le foto affinché potessero essere identificati.

Il commando del Bataclan
Dei tre uomini che avrebbero perpetrato il massacro nel teatro parigino, solo due sono stati identificati. Entrambi sono francesi e sono Omar Ismaïl Mostefaï, francese d’origine algerina, e Samy Amimour.

Salah AbdeslamLe sparatorie nei ristoranti
Per quanto riguarda gli attacchi nei locali del X e XI arrondissement, sono tre gli attentatori che risultano coinvolti. Il primo risponde al nome di Abdelhamid Abaaoud. Le sue impronte lasciate su un’arma trovata nei pressi della strage, lo collegano al commando che ha assaltato i ristoranti.  Il secondo è Brahim Abdeslam, il kamikaze che con la sua esplosione non avrebbe causato morti. La sua figura è particolarmente importante, insieme al fratello, perché è il collegamento che potrebbe aver portato gli investigatori in Belgio, dove è nato e dove risiedeva nel quartiere di Bruxelles diventato ormai famoso: Molenbeek. Così come Salah Abdeslam (nella foto), il fratello minore di Brahim, che dopo gli attentati si è messo in fuga ed è tutt’ora ricercato.

Il blitz di Saint-Denis
Nell’operazione che ha seguito gli attentati di venerdì 13 è stata uccisa la presunta ‘mente’ delle stragi, Abdelhamid Abaaoud, e la cugina Hasna Ait Boulahcen, morta a causa del blitz e non per un’esplosione innescata da lei stessa, come si pensava inizialmente. Nell’appartamento di Saint-Denis c’era un terzo uomo che si è fatto esplodere e che al momento non è stato ancora identificato. Non è nemmeno chiaro quale fosse, se c’è stato, il suo ruolo nelle stragi.

Mentre la caccia continua in tutta Europa, in Italia le operazioni antiterrorismo hanno avuto un primo e concreto riscontro. Oggi, infatti, la Digos di Bologna ha dato esecuzione ad un provvedimento di espulsione su disposizione del Ministero dell’Interno, nei confronti di quattro marocchini, indagati in un’inchiesta sul terrorismo islamico della Procura. I quattro sarebbero stati trovati in possesso di materiale inneggiante alla jihad.

 

(Nella foto, dalla prima fila da sinistra verso destra: Bilal Hadfi, Hasna Ait Boulahcen, Samy Amimour, Abdelhamid Abaaoud e i due terroristi ancora non identificati)

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