A Bologna in 60 quadri il realismo metafisico di Edward Hopper

Arte
Schermata 03-2457469 alle 15.02.46

Annunciata una grande mostra antologica del pittore, dal 25 marzo al 24 luglio a Bologna, all’interno di Palazzo Fava

Schermata 03-2457469 alle 15.06.36Sessanta quadri di Edward Hopper, tra i più noti e celebrati pittori americani del ‘900, saranno esposti in una grande mostra antologica dal 25 marzo al 24 luglio a Bologna, all’interno di Palazzo Fava. I dipinti provengono dal Whitney Museum di New York, dove si trovano più di 3000 opere dell’artista, donate in eredità da sua moglie Josephine. Spesso definito come il pittore della solitudine e dell’incomunicabilità tra gli individui, a queste etichette Hopper rispondeva: “Se lo sono, non è per niente qualcosa di conscio: ogni interpretazione psicologica dovrà essere aggiunta dall’osservatore”.

In realtà la grande intuizione di Hopper è stata quella di rappresentare un senso che sfugge alla comprensione, che si dà indipendentemente dall’uomo e che riverbera in qualsiasi cosa, riconsegnandoci la realtà come intrisa di un significato enigmatico.

I luoghi da lui immortalati e gli isolati individui che li popolano, tra attesa assorta, contemplazione e apparente straniamento, riescono a suggerire la presenza di un mondo “altro” all’interno dell’immagine stessa. Per questo si è parlato per i suoi quadri di “realismo metafisico”. E per lo stesso motivo molti artisti, non solo pittori, si sono nel corso degli anni ispirati alla sua cifra stilistica da Wim Wenders a Tom Waits, da Michelangelo Antonioni a David Lynch.

La mostra è stata curata da Barbara Haskell, responsabile della sezione dipinti e sculture dell’istituzione museale americana, e da Luca Beatrice: il suo percorso si articolerà in sei sezioni, partendo dalla formazione accademica di Hopper fino agli anni ’60.

Schermata 03-2457469 alle 15.09.11

Vedi anche

Altri articoli