500 euro in busta paga agli insegnanti. Cosa farci?

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Le testimonianze dei docenti che hanno già deciso come spenderanno il bonus da 500 dedicato alla formazione

“Firmato il decreto sulla carta elettronica dei docenti. 500 euro per la loro formazione”. Lo ha annunciato così con tanto di foto postata su Twitter, il premier Matteo Renzi.

Parliamo di cinquecento euro all’anno: questo l’importo previsto per ciascun insegnante di ruolo di ogni ordine e grado di istruzione da utilizzare per la formazione. In attesa della distribuzione materiale della Carta, i 500 euro saranno assegnati, per l’anno scolastico 2015/2016, con una erogazione diretta ai beneficiari. ”La Carta rappresenta un altro impegno mantenuto. Con la Buona Scuola la professione insegnante torna finalmente ad essere valorizzata”, dichiara il Ministro Stefania Giannini. ”Dopo anni di mancate decisioni – continua – stiamo investendo risorse importanti e durature nel tempo: oltre ai fondi per la Carta, che ammontano complessivamente a 381 milioni all’anno, sono previsti 40 milioni, sempre all’anno, per la formazione in servizio e 200 milioni all’anno per la valorizzazione del merito. Si tratta di evidenti segnali di attenzione concreta da parte del Governo nei confronti dei docenti”.

Ma come verranno spesi questi soldi, quali sono le esigenze degli insegnati e come cambierà la didattica con l’uso di questo bonus? Dal videoproiettore collegato al cellulare al corso di formazione, dai libri di didattica ai software dedicati agli studenti disabili fino ai corsi di formazione e aggiornamento. Ecco le testimonianze di alcuni insegnanti che hanno già deciso come spendere questo “gruzzoletto”.

Per esempio Carla Migliorino insegnante di Fisica della Provincia di Milano che con quei soldi coprirà le spese vive di vitto e alloggio per seguire un corso gratuito che si terrà al Cern di Ginevra ed è rivolto ai professori per illustrare le nuove frontiere della fisica. “Considero questa somma una vera e propria manna dal cielo. Ogni anno cerco di tenermi aggiornata sulla mia materia, ma finora ho dovuto far fronte alle spese direttamente. Quindi sono estremamente contenta di questa opportunità, potrò aumentare la mia preparazione personale e anche confrontarmi con i colleghi dal punto di vista didattico”.

“Io penso che acquisterò dei libri e dei software che mi aiuteranno nel mio lavoro come insegnante di sostegno  – ci racconta, invece, Daniela Boscolo insegnante di sostegno della Provincia di Rovigo che ci spiega- Si tratta di strumenti che è difficile reperire e spesso questa spesa ricade direttamente sugli insegnanti o sulle famiglie.  Consideri poi che le disabilità sono di tanti generi e quindi diversificare i mezzi che ci aiutano nella didattica è fondamentale. Così come sono fondamentali i programmi software nell’apprendimento delle varie materie. Grazie a questi strumenti chi ha disabilità anche fisiche viene aiutato nel leggere, scrivere o prendere appunti”.

“Userò questa somma per potenziare l’uso dello smartphone in classe –  afferma Matteo Fici, professore di Fisica al tecnico industriale Vittorio Emanuele Emanuele III di Palermo – In questo modo potrò condividere meglio alcuni video che ho realizzato per spiegare la fisica. Pensavo ad un nuovo approccio didattico e all’uso di un video proiettore che si possa collegare al cellulare. E’ un sistema che sono sicuro aumenterà la comprensione della materia. Inoltre non ho dubbi sul fatto che ogni insegnate troverà il sistema di sfruttare al meglio questa cifra”.

 

 

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