50 sfumature di ipocrisia. La crociata senza tempo del Moige

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L’attacco a Mediaset per la messa in onda in prima serata del film “50 sfumature di grigio”

Ancora una polemica tutta italiana. A suscitare scandalo questa volta è la messa in onda, in prima serata e su Canale 5, del film “50 sfumature di grigio”.

La pellicola, uscita nel 2015 e diretta da Sam Taylor-Johnson, ha suscitato critiche anche oltreoceano, perché ritenuto troppo hot ma gli incassi hanno spazzato via tutte le polemiche: costato 40 milioni di dollari (36 milioni di euro) ha incassato quasi 570 milioni di dollari (527 milioni di euro).

Una giustificazione che non sembra convincere il Moige (Movimento Italiano Genitori) che attacca la scelta di Mediaset di mandarlo in onda: “La pellicola è inadatta ad un pubblico di minori. E’ una scelta eticamente scorretta decisamente lesiva verso i minori, che vengono televisivamente violati con una programmazione inadatta alla loro età”. Ma non basta, attraverso una nota Elisabetta Scala dell’Osservatorio media del Moige, chiede che le aziende inserzionististe ritirino gli spot pubblicitari perché “questa non è televisione capace di esprimere rispetto verso le famiglie che ancora credono nel valore sociale e culturale della televisione, che utilizza concessioni pubbliche”.

Un attacco senza mezzi termini che appare un po’ spropositato rispetto alla trama del film definibile come “erotico sentimentale”, e non di certo pornografico. Come se non fosse poi facile per i ragazzi, se non immediato, accedere a un qualsiasi sito, tipo Youporn.

Forse il Moige farebbe bene a chiedere ai genitori di guardare insieme ai propri figli il film, piuttosto che chiederne la rimozione, in modo da discuterne e educare alla sessualità. Si avrebbe una società meno perbenista e bigotta e più cosciente.

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