5 stelle in polvere, le contro liste da Napoli a Rimini

M5S
Foto Marco Alpozzi - LaPresse
15 04 2013 Torino
Cronaca
Gianroberto Casaleggio, co-fondatore del Movimento 5 stelle, incontra a Torino gli imprenditori della rete ConfAPRI
Nella foto: Gianroberto Casaleggio

Foto Marco Alpozzi - LaPresse
15 04 2013 Turin
News
Gianroberto Casaleggio, co-founder of the "Movimento 5 stelle", meet in Torino businessmen in ConfAPRI network
In the picture: Gianroberto Casaleggio

Movimento di ex con sei stelle. La base si ribella ai diktat della Casaleggio, dalla Calabria al Friuli passando per Rimini e la Campania

La base si ribella. Dove ha le forze, vedi Napoli, si organizza e dà vita a nuove liste concorrenti. Altrove, vedi la Calabria e il Friuli, si polverizza. In altre regioni, come in Romagna, alza la voce e denuncia sui social il sacro blog, come ha fatto a Rimini l’eurodeputato Marco Affronte la cui lista è stata bocciata senza una spiegazione e nessun 5 Stelle correrà per diventare sindaco. «Tutti gli attivisti e tutti gli eletti ogni ora di ogni giorno del loro impegno ci mettono la faccia. Vogliamo vedere le vostre facce, sapere i vostri nomi. Giochiamo ad armi pari. Fatelo o il Movimento morirà di microcefalia. Un corpo da adulto con su una testa da bambino» ha scritto una settimana fa Affronte su Facebook.

A Milano accettano il candidato veicolato tramite web dalla Casaleggio e associati. Il cammino verso le amministrative è una cartina di tornasole per il Movimento 5 Stelle. La prova empirica del fatto che quello che era il movimento dove uno vale uno è in realtà una setta dove chi resta lo fa più per convenienza – un posto in un consiglio comunale per molti è la svolta nella vita – che per convinzione politica.

A Napoli i 36 attivisti espulsi a febbraio dal Movimento hanno tenuto a battesimo «Napoli Libera in Movimento» dove il logo a sei stelle sa tanto di sfida all’esperienza grillina. Si tratta, per ora, di un’associazione politico-culturale che potrebbe però presto trasformarsi in una lista per le prossime comunali. L’appuntamento era ieri mattina al Palapartenope dove 70-80 persone – già il doppio dei 36 cacciati – hanno dato vita alla neonata associazione che sancisce a tutti gli effetti la scissione dai Cinquestelle. «La sesta stella – precisano i ribelli – rappresenta la vera democrazia partecipata che nel movimento di Grillo ci è stata negata».

E siccome il nuovo corso degli ex grillini ha bisogno di una rottura simbolica, prima che il portavoce della nuova associazione Luca Capriello prenda la parola, dalla sala arriva l’invito a rimuovere il tavolo un po’ in rilievo dei relatori «perché nessuno deve parlare dall’alto, ma alla pari e in mezzo agli altri». Esattamente come accadeva nei primi meet up. E prima che Grillo li facesse diventare spettacoli live con tanto di palco, luci e regia. La scissione di Napoli comincia dunque là dove la storia dei Cinque stelle ha iniziato a raccontare una faccenda di libertà negate, partecipazioni presunte, di un Grande Fratello travestito da blog che con le sue decisioni perentorie e inappellabili ha già fatto piangere amaro molti attivisti. Negli interventi al Palapartenope, infatti, ci sono attacchi al M5s «che ha tradito la democrazia». L’idea della lista prende corpo «perchè Napoli merita di più di un candidato brianzolo che tifa Juve – spiega Capriello – ma prima devono maturare alcune condizioni». Il riferimento è a Matteo Brambilla, il candidato scelto dai Cinquestelle per la carica di sindaco. Un giovane bresciano, sposato a Napoli, che ha scalzato di qualche voto e con molta sorpresa, Francesca Menna, la docente dell’università Federico indicata dal plenipotenziario campano Roberto Fico. Un candidato, questo Brambilla, che testimonia il disinteresse del movimento per Napoli. In sala ci sono Lucia De Cicco, pasionaria anti discarica, e Vincenzo Russo, ambientalista, l’avvocato Roberto Ionta e un grillino della prima ora come Elio D’Angelo. E poi i rappresentanti dei movimenti civici, da Massa Critica a Bagnoli, gli stessi un tempo vicini ai Cinquestelle. Viene citata Rosa Capuozzo, il sindaco di Quarto che viene invitata a partecipare a una delle prossime iniziative. Le proposte sono per lo più legate all’ambiente, il marchio dei grillini delle prima ora.

Gli ex grillini annunciano di voler presentare ricorso contro l’ espulsione dal Movimento (è già successo a Roma e il 4 aprile ci sarà la prima udienza). Colpisce come siano proprio le regioni storiche del Movimento, la Romagna e la Campania, quelle più in difficoltà. Le prime a nascere. Le prime a perdere l’innocenza. In Emilia Romagna, dove il Movimento conquistò i primi posti nelle amministrazioni nel 2008, ci sono state anche le prime espulsioni (Favia) e ora si dice no a due parlamentari di peso come Giulia Sarti (Camera) e Affronte (Parlamento Ue) la cui lista a Rimini è stata appunto bocciata. Anche a Napoli e in Campania, regno di Fico e Di Maio, il Movimento ha dato dalle origini buoni risultati. Ma prima c’è stato il fallimento di Quarto. Ora la scissione a Napoli. Mentre Caserta e Salerno sono costrette a restare senza liste.

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