5 cose da sapere sulle primarie americane in New Hampshire

Americana
Attivisti con il comizio del repubblicano Donald Trump alla Vernon Arena di Manchester in New Hampshire (Usa), 08 febbraio 2016.
ANSA/CLAUDIO SALVALAGGIO

Oggi il secondo appuntamento con le primarie USA. Questa notte diretta dei risultati su Unita.tv

Martedì 9 febbraio è atteso il secondo appuntamento con le primarie americane. Si vota in New Hampshire, un piccolo ma importante stato nel nord est degli Stati Uniti. Sebbene l’obiettivo principale sia quello di vincere, in questa seconda sfida sarà importante vedere non tanto chi vincerà, ma soprattutto come. Specialmente ora che i caucus in Iowa hanno sparigliato un po’ le carte e hanno fatto pulizia tra i candidati.

 

1. The Granite State

NewHampshireSoprannominato The Granite State, il New Hampshire conta una popolazione di un milione e trecento mila abitanti. In pratica come una regione come le Marche, ma grande quanto la Sicilia. Tra i molti aspetti che possono contare in maniera fondamentale in queste elezioni, di certo uno è meramente geografico. Il New Hampshire confina con il Maine, il Massachusetts e il Vermont, lo stato in cui Bernie Sanders è stato eletto senatore. Un aspetto non secondario e che incide in maniera evidente anche nei sondaggi.
Il secondo aspetto riguarda la composizione dell’elettorato. Le variabili sono molte e spesso i sondaggi che hanno dovuto pronosticare un risultato in questo stato hanno fatto cilecca. E’ già successo con Barack Obama e Hillary Clinton nel 2008, e può succedere ancora. Il punto è che il Granite State ha una storia che lo lega ai repubblicani, ma che più recentemente ha saputo puntare, a livello nazionale, anche su candidati democratici come John Kerry nel 2004 e Barack Obama nel 2008 e nel 2012. Il voto dei giovani elettori, in questo senso, può essere determinante.

 

2. “Live Free or Die”, capito?

C’è un altro aspetto da tenere a mente e può essere riassunto nel motto “Live free or Die“. Chi ha seguito la serie Braking Bad lo sa bene, visto che è una frase che ritorna spesso e viene utilizzata anche per titolare uno degli episodi della quinta stagione. Il significato però è più chiaro se si pensa che si sta parlando di un stato dove non ci sono tasse sulle vendite o sul reddito personale, e dove, unico caso negli States, non esiste per i maggiorenni l’obbligo di cinture alla guida. Inoltre è uno stato che negli ultimi anni ha visto scendere il tasso di disoccupazione e mantenere una qualità della vita piuttosto alta. In un contesto simile, il “socialista” Sanders potrebbe trovare ben più di una resistenza, nonostante sia il favorito.
L’ultimo aspetto riguarda la religione. Il New Hampshire ha uno dei più alti tassi di “non credenti“. Solo circa il 60% si dichiara cristiano, divisi in egual misura tra cattolici e protestanti. Questo aspetto può interessare in particolare Ted Cruz che sui gruppi evangelici ha costruito il suo successo in Iowa e sui quali ora non potrà contare.

 

3. Le “vere” primarie

Quelle del New Hampshire sono le prime vere primarie e quelli del Granite State ne sono anche un po’ orogogliosi. Si vota dalle 8 di mattino alle 7 di sera (indicativamente, visto che l’orario varia da seggio a seggio) e le primarie sono aperte, cioè non è necessario essere iscritto come elettori di uno o l’altro partito. Bisognerà farlo direttamente al seggio e, dopo aver votato, ogni elettore può eventualmente cancellarsi. Il meccanismo più semplice e meno impegnativo dei caucus, attirerà in genere un elettorato meno militante e più moderato. Vedremo se ciò avrà una qualche vera influenza sul voto finale. Lo spoglio sarà piuttosto lungo. Su Unita.tv seguiremo in diretta l’aggiornamento dei risultati.

 

4. Come vinceranno?

Lo abbiamo detto all’inizio. In New Hampshire non sarà tanto importante capire chi vincerà, ma come riuscirà a farlo. Sulla carta, Sanders e Trump hanno la vittoria in tasca, ma entrambi sanno che un passo falso qui potrebbe compromettere seriamente l’intera corsa. Per Sanders (che nei sondaggi è avanti di 13 punti) è determinante riuscire a portare a casa la vittoria con uno scarto ampio. Battere l’avversaria di almeno 10% dei voti sarebbe un successo, ma il pronostico è meno roseo di quanto non fosse una settimana fa quando tra i due c’erano ben 20 punti di distacco. Stessa cosa per Trump che primeggia tra i suo colleghi di partito ma sta perdendo terreno, tallonato dai soliti Ted Cruz e Marco Rubio (quest’ultimo in grande ascesa negli ultimi giorni).

 

5. Ne rimarrà soltanto uno

Non proprio, almeno fino a Novembre. Però ci si aspetta che dopo il New Hampshire la folta schiera dei repubblicani si assottigli un po’. In campo repubblicano, al fianco dei tre favoriti già menzionati, ci sono ancora Jeb Bush, Ben Carson, Chris Christie, Carly Fiorina  Jim Gilmore e John Kasich. Mentre nel partito dell’asinello, dopo l’addio di Martin O’Malley, la parita è a due, Bernie Sanders e Hillary Clinton.

 

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