5 cose da sapere su Manuel Agnelli, giudice rivelazione di X Factor

Televisione
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Chi è il giudice della nuova edizione del talent che si sta mettendo in luce per schiettezza e competenza? Cerchiamo di scoprirlo ripercorrendo canzoni, dichiarazioni e aneddoti che riguardano la vita del cantante

È il volto nuovo e il personaggio rivelazione di X Factor 2016, ma la sua storia affonda le radici  negli anni ottanta. È il 1985 quando dà vita agli Afterhours, ma il suo nome raggiunge sporadicamente le orecchie del pubblico di massa, incrementando la propria credibilità al riparo della ribalta mediatica (fatta eccezione per qualche apparizione sotto i riflettori “generalisti”). Proprio per questo, ripercorrendo aneddoti e dichiarazioni del cantante, abbiamo cercato di tratteggiare alcuni degli aspetti meno conosciuti del personaggio e dell’uomo Manuel Agnelli, figura televisiva giovanissima ma allo stesso tempo artista che ha alle spalle un percorso lungo e ricco di avvenimenti.

Nel nome del padre
Oltre a vestire i panni di leader e fondatore degli Afterhours, Manuel è l’unico elemento a non essere mai uscito dalla band; dalle interviste ai musicisti che hanno suonato con lui trapela spesso, come tratto peculiare, la sua coriacea e inamovibile dedizione al lavoro, caratteristica probabilmente ereditata dal padre, Italo Agnelli, presidente dell’Associazione dei Commercianti di Abbiategrasso che nel maggio del 2010 è stato insignito della Stella al Merito del Lavoro. E proprio la figura del padre di Manuel, scomparso nel 2014, è una delle ispirazioni dell’ultimo album degli Afterhours, Folfiri o Folfox del 2016.

Mina
Manuel Agnelli conserva il ricordo di quando la sua famiglia andò ad abitare fuori Milano, dei tumulti di fine anni sessanta e del padre che gli copriva il volto attraversando una cortina di fumogeni nel centro del capoluogo lombardo. Il futuro cantante cresce nel comune di Corbetta e riesce a fare tesoro delle possibilità che gli vengono offerte da una condizione di vita agiata. Studia, viaggia, fa musica: a 22 anni esordisce nel mondo della discografia indipendente con All the Good Children Go to Hell (1988), al quale seguono  During Christine’s Sleep (1990) e Pop Kills Your Soul (1993). All’epoca canta in Inglese, ma è quando comincia a scrivere testi in italiano, con il disco Germi del 1995, che le cose iniziano a girare per il verso giusto. Qualche tempo dopo è addirittura Mina a fargli i complimenti, scegliendo di eseguire una propria versione del brano degli Afterhours Dentro Marylin, che pubblica nel 1997 con il nome di Tre volte dentro me.

Hai paura del Buio
Nel 1997 esce quello che a tutti gli effetti è il disco più conosciuto e celebrato degli Afterhours, “Hai paura del Buio”. All’epoca una sorta di compendio, in lingua italiana, di tutto quello che era stata una certa forma canzone rock d’oltreoceano degli anni novanta. Nel 2014 arriva una riedizione con ospiti italiani e internazionali, e anche alcuni emergenti; Manuel Agnelli ha sempre tentato, con fortune alterne, di promuovere la nuova musica italiana: nel 2001, ad esempio, lancia un festival itinerante, il Tora Tora, che per cinque anni porterà sui palchi italiani alcune delle realtà più rilevanti della musica indipendente nostrana.
Tuttavia la sua lettura della scena attuale non sembra particolarmente ottimistica: «L’attenzione della stampa è cresciuta e la qualità della musica è migliorata nel senso che si suona e si produce meglio – ha dichiarato in una recente intervista – però creativamente la scena non mi pare molto cresciuta. Anzi proprio poco. Le band fanno fatica a essere personali, ci sono molti meno freaks, molti meno mostri, e c’è molta più omologazione».

Internet
«Internet è l’eroina di questi anni». Manuel Agnelli sembra avere le idee chiare su quale sia l’elemento che depotenzia la forza espressiva delle nuove generazioni. «Quando è arrivata l’eroina, sembrava desse libertà. In realtà rende innocuo chi la usa, gli toglie ogni arma, ogni possibilità. E così fa internet, che ci tiene a casa, ci rende solitari, toglie ogni fisicità, ogni voglia di scendere in piazza a confrontarsi».

Sanremo
Nel 2009, dopo 24 anni di carriera, gli Afterhours partecipano al festival di Sanremo, chiamati del direttore artistico e conduttore Paolo Bonolis. Partecipano con il brano Il Paese è reale , che viene stampato all’interno di una compilation nella quale sono presenti altre 18 realtà italiane indipendenti. L’esperienza in un certo senso è formativa: «Ci hanno tirato addosso talmente tanto letame che adesso siamo pronti a tutto», ha confidato il giudice di X Factor, ammettendo, ai microfoni di Rado Deejay, che la performance live della band non fu proprio memorabile. Allo stesso tempo ha dichiarato che la scelta era motivata anche dalla volontà di rompere certe gabbie che si erano create all’interno del circuito underground, delle regole non scritte percepite come limitanti.

Oggi Manuel Agnelli rivela che i produttori di X Factor si sono complimentati con lui, dicendogli che non si aspettavano fosse così naturalmente tagliato per la televisione; il suo personaggio è convincente e le sue lacrime di commozione durante le esibizioni sono autentiche: che tutto questo non si tramuti in un’ulteriore gabbia dalla quale evadere ce lo dirà fra qualche mese.

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