4 mesi, eppur non si muove. La Raggi blocca tutto, l’onestà è salva

Roma
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La filosofia dei M5S è quella dell’amputazione, non della cura

Lunedì 7 saranno quattro mesi dalla nascita della giunta Raggi. In questi quattro mesi a Roma non è successo praticamente nulla (polemiche e scandali a parte, ma non è questo l’oggetto del presente articolo). Realizzazioni, zero. Parliamo qui solo delle ultime stranezze di una giunta che evidentemente preferisce non risolvere i problemi semplicemente non ponendoseli. Ha scritto splendidamente Sebastiano Messina su Repubblica: la sindaca “ha deciso di curare il virus della corruzione e il vizio degli sprechi non con una cura da cavallo ma con quello che i medici considerano il rimedio estremo: l’amputazione”.

L'”amputazione” è dire no alle Olimpiadi (per esorcizzare il rischio-corruzione), è dire no alla metropolitana C (per esorcizzare il rischio-sprechi), sarebbe stato quello di dire no alla Nuvola di Fuksas (rischio-corruzione e rischio-sprechi). No, no e poi no. Così è facile essere onesti, Ma come diceva don Lorenzo Milani, “a che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca?”.

Insomma, una politica super-minimalista che aggira i problemi ma non li risolve. Questa sembra essere la filosofia dei Cinque stelle di governo.

Addio alla metro C

Oggi in consiglio comunale una mozione del M5S impegna la sindaca a liquidare Roma Metropolitane, la società istituita nel 2005 per curare la progettazione e la realizzazione della metro capitolina. Non solo la linea C, la cui sorte appare ormai segnata, ma pure la prosecuzione della B1 e la costruzione della linea D (in fase preliminare). Problemi occupazionali in vista, ma si assicura che  i 178 dipendenti dell’azienda da sciogliere verranno ri-assunti da una nuova società. I sindacati hanno forti dubbi. Dice Paolo Terrinoni dalla Cisl: “Rimaniamo sorpresi nell’apprendere della possibile messa in liquidazione della Società Roma Metropolitane. Gli accordi con l’assessore Colomban e la Sindaca Raggi erano di tutt’altro tenore. Negli incontri avuti, infatti, ci era stato detto che avrebbero analizzato la situazione di tutte le aziende partecipate, compresa Roma Metropolitane. Annunciare la liquidazione impedisce di capire che fine faranno i circa 200 lavoratori, se i compiti di Roma Metropolitane passeranno ad altra azienda oppure se si tratta di una chiusura tout court”.

La società in via di scioglimento infatti era molto chiacchierata, perdeva soldi: l’ennesima storiaccia dei lavori pubblici capitolini. Ma è giusto che a pagare siano i cittadini che verranno privati di una struttura agognata da decenni? Meglio non far nulla, dunque?

Il grazie dei Tredicine

Questa è un’altra brutta storia. Ieri il consiglio comunale egemonizzato dal M5S ha detto un altro no che rischia di fare molto male a Roma.

E’ il no alla Bolkenstein, la direttiva europea relativa ai servizi nel mercato interno che rimette a bando tutte le concessioni per il commercio su area pubblica entro il maggio 2017. Con la mozione presentata dal consigliere M5S Andrea Coia si chiede alla Sindaca di “attivarsi presso il Governo al fine di ottenere la proroga delle concessioni dei posteggi su aree pubbliche fino all’anno 2020, e intervenire presso l’Unione Europea per far escludere dalla direttiva Bolkestein gli operatori ambulanti e le microimprese operanti nel settore del commercio su aree pubbliche”.

Tutti a favore, tranne Pd e il rappresentante della lista Marchini.

Riportiamo qui quanto scritto dal sito #Roma Bella (@Romabella): ” Quel suk disordinato che invade Roma, resterà così com’è e continuerà a operare fregandosene del decoro, delle regole e spesso della legalità, sfruttando lavoratori soprattutto stranieri. Una coltellata al fianco a un’idea e a una visione di una Roma degna di essere una capitale europea, degna della sua storia e della sua bellezza. Degna di essere una #RomaBella come la vorremmo in tanti. Nessuno nega che tra i proprietari di quelle licenze che vanno rimesse a bando ci siano persone oneste, ma a Roma, è cosa nota, esistono anche dei piccoli imperi familiari che agiscono da padroni e che continueranno a farlo. A discapito degli onesti, come spesso accade”.

Un regalo alla famiglia Tredicine. Un omaggio al caos. Uno schiaffo alla città. L’ultimo, per ora.

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