25 aprile, Mattarella: “E’ sempre tempo di Resistenza”

Liberazione
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella saluta i Presidenti delle Associazioni Combattentistiche in occasione della deposizione di una corona d'alloro all'Altare della Patria per le celebrazioni del 71° anniversario della Liberazione, oggi 25 aprile 2016
ANSA/Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING

“Ovunque sia tempo di martirio, di tirannia, di tragedie umanitarie che accompagnano i conflitti, lì vanno affermati i valori della Resistenza”, ha detto il Capo dello Stato

“E’ sempre tempo di Resistenza” e ovunque ci siano tirannia e dittatura “lì vanno affermati i valori della resistenza”. Non è solo una celebrazione in occasione del 71esimo anniversario della Liberazione. Per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella i valori del 25 aprile valgono ancora oggi e anche nel presente vanno applicati. Così il Capo dello Stato è intervenuto oggi dalla Valsesia dove fu istituita la prima repubblica partigiana.

“E’ tempo di Resistenza perché guerre e violenze crudeli si manifestano ai confini d’Europa, in Mediterraneo, in Medio Oriente – ha detto Mattarella – E, ovunque sia tempo di martirio, di tirannia, di tragedie umanitarie che accompagnano i conflitti, lì vanno affermati i valori della Resistenza”.

“Ricordiamo, in questo 2016, i settanta anni dal referendum istituzionale in cui gli italiani e le italiane – queste ultime per la prima volta al voto – vennero chiamati a decidere tra monarchia e repubblica”, ha dichiarato Mattarella. “E’ un filo – ha aggiunto il presidente della Repubblica – che segna il legame tra la Resistenza, il nuovo carattere dell’Italia democratica e l’ordinamento repubblicano. E’ nel percorso, arduo ed esigente, che va dall’8 settembre 1943 alla Liberazione che troviamo le ragioni della ripresa d’Italia”.

“Il 2 giugno 1946 divenne così la conclusione di un percorso e, allo stesso tempo, un punto di partenza – ha aggiunto Mattarella – Punto di partenza, per lo sviluppo di quel confronto che avrebbe poi portato, un anno e mezzo dopo, alla Costituzione, con i suoi valori personalisti e solidaristici – spiega – Conclusione di un percorso, legato alla idea mazziniana, nel Risorgimento (e condivisa da Gioberti), di un patto nazionale dettato da una Costituente, essenziale per la nuova Italia unita”.

Prima di partire per Varallo, Mattarella si è recato all’Altare della Patria per la deposizione di una corona d’alloro da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Presenti anche il premier Matteo Renzi e i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso.

“L’antifascismo è elemento costitutivo e irrinunciabile della nostra società. Giusto tenere alta la guardia” ha detto Renzi in un’intervista a Repubblica. Ma rispondendo alla domanda se la candidatura della destra populista a Roma con Giorgia Meloni e Virginia Raggi non rappresentino una sconfitta del senso più profondo della Liberazione, il presidente del Consiglio risponde: “La destra e i cinque stelle sono alternativi al Pd nei progetti”, ma “tutti, nessuno escluso, ci riconosciamo nei valori della Costituzione“. E poi difende Renzi difende la riforma costituzionale: “La deriva autoritaria è quella che ha portato il fascismo. Qui non cambiamo nemmeno i poteri del governo”.

All’Altare della Patria c’è stato anche un botta e risposta tra il premier e una signora che lo ha fermato per fargli sapere che la figlia, ex precaria della scuola, ora stata assunta. “Quindi è finita bene”, ha commentato Renzi. “Sì, ma mi raccomando le pensioni minime…”, ha aggiunto la donna. Il premier ironizza: “… Hai visto la signora, è andata bene l’anno scorso e ora le pensioni minime… Va bene, ma su questo però ancora non prendo un impegno. Buona festa a tutti, buon 25 aprile a tutti”, conclude tra sorrisi e strette di mano.

Anche dal ministro per le Riforme Maria Elena Boschi è arrivato l’augurio in occasione della giornata della Liberazione.

Mentre nelle principali città italiane, da Roma a Milano, sono in corso le manifestazioni organizzate dall’Anpi, il presidente Mattarella, dopo la tappa in a Varallo, prenderà parte a un’altra cerimonia in un paesino di montagna, Rassa, alla lapide delle vittime dei nazisti e concluderà la giornata in Valsesia, probabilmente, con una visita privata al sacro Monte di Varallo, patrimonio Unesco.

Vedi anche

Altri articoli