12 indagati per la morte dell’operaio dell’Ilva. Metalmeccanici in sciopero

Lavoro
Un momento del blocco degli operai dell'ILVA di Genova nella zona dell'entrata dell'autostrada A12 di Sampierdarena che dopo un'assemblea hanno deciso di uscire in corteo e occupare la fabbrica a oltranza sino alla convocazione da parte del Governo e dei Ministri competenti, Genova, 26 gennaio 2016. ANSA/LUCA ZENNARO

L’Ilva ha convocato a Roma i sindacati per mercoledì 21 settembre: “Basta morti sul lavoro”

Dalle 5 di stamattina è in corso uno sciopero dei lavoratori delle imprese appaltatrici di pulizie industriali e civili dell’Ilva di Taranto. Lo sciopero è indetto da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil trasporti e finirà alle 7 di domani.

“Ancora una volta – dicono i sindacati dei servizi – rivendichiamo duramente e fermamente le ragioni della sicurezza in fabbrica e rimarchiamo le oggettive carenze organizzative più volte denunciate come organizzazioni sindacali presenti nello stabilimento Ilva”. Lo sciopero è stato indetto dopo l’ennesima morte di un operaio, Giacomo Campo, dipendente di una ditta dell’appalto esterno dell’Ilva.

La magistratura tarantina si è messa in moto ed ha avviato un’indagine per omicidio colposo, indagando 12 persone.

Quello della sicurezza dell’Ilva è un tema di scottante attualità se si pensa che con la morte del giovane Giacomo Campo sono saliti a sette i lavoratori deceduti in incidenti nell’acciaieria tarantina dal sequestro dell’area a caldo. Delle sette morti, quattro si sono verificate sotto la gestione commissariale. Sono invece 51 le morti bianche a partire dal 1993 ad oggi, mentre risulta difficile la ricostruzione dei decessi e degli infortuni dall’apertura del siderurgico ionico.

Campo, nato a San Giorgio Jonico e residente a Roccaforzata (Taranto), era un dipendente della ditta di pulizie industriali Steel Service. Sabato mattina è rimasto schiacciato tra un nastro trasportatore e il rullo nell’area esterna dell’Altoforno 4. L’operaio avrebbe dovuto pulire l’area dalla polvere prodotta dalla dispersione del minerale, ma qualcosa non ha funzionato. L’azienda ha sottolineato che il nastro trasportatore era privo di alimentazione elettrica ed erano stati adottati i dispositivi di sicurezza. Secondo i sindacati, invece, si sarebbe verificato un problema al contrappeso che gestisce le fasi di tensione e allentamento.

I commissari straordinari dell’Ilva, Piero Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba, hanno assicurato “la massima collaborazione a tutte le autorità competenti affinché siano chiarite quanto prima le cause dell’incidente e siano accertate tutte le responsabilità”.

Intanto, la rabbia degli operai aumenta. L’Ilva in amministrazione straordinaria ha convocato a Roma i sindacati per mercoledì 21 settembre. Lo scopo è di discutere degli interventi di manutenzione e della sicurezza. Nello stesso giorno ci sarà, per un’ora, lo sciopero nazionale generale dei metalmeccanici che protestano per le troppe morti sul lavoro che si verificano ogni anno in Italia.

 

Vedi anche

Altri articoli