Lingotto 2017, Martina: “Siamo il PD e non torniamo indietro”. Renzi: “Sono commosso” – DIRETTA VIDEO

Congresso Pd

A Torino 10-11-12 marzo si riuniscono i sostenitori della mozione Renzi

Siamo alla seconda giornata del Lingotto, dove Matteo Renzi ha scelto di cominciare il suo cammino congressuale. Il clima che si respira è lo stesso di ieri: sorrisi, voglia di partecipare, ma soprattutto tanta attesa di conoscere i lineamenti del nuovo volto che da maggio potrebbe assumere il Pd. A prendere oggi la parola dal palco, dove l’ex premier ieri ha aperto i lavori, saranno in molti.

Molto applaudito l’intervento del ministro Maurizio Martina (VIDEO): “Grazie per i contributi di questa giornata splendida. E’ il caso di dire che siamo il Partito Democratico e non torniamo indietro”. Così il ministro ha dato la carica alla platea.

“Il tema non sono le vecchie appartenenze di ciascuno di noi, ma la nuova appartenenza comune. Oltre la fusione fredda e il partito che ritorna ad avere un trattino. Non ci interessa questa prospettiva. Diversi e uniti è possibile”. “E che io e Renzi siamo diversi è evidente, io sono quello esuberante ed espansivo, lui ha qualche problema di timidezza ma credo che li supererà”, dice scherzando. “Non voglio tornare indietro, voglio guardare avanti. Siamo qui al Lingotto, ora, per essere all’altezza della prospettiva di 10 anni fa. Non ci rassegniamo a un ritorno fuori tempo massimo alle antiche case madri. Non vogliamo riavvolgere il nastro della storia. Vogliamo portare a termine il percorso del Pd, con parole e impegni nuovi. Fuori dall’idea che il nostro partito diventi un rifugio, non vogliamo essere un rifugio”.

Martina cita Regeni. “Un giovane italiano – ha detto Martina – in uno dei suoi ultimi interventi richiamava alla riscoperta del patto sociale tra i cittadini e le istituzioni per una maggiore partecipazione democratica in Europa. Era Giulio Regeni. Occorre dire chiaro che la sovranità europea è la sovranità italiana”.

Renzi commenta su Facebook. Quasi in contemporanea al discorso del ministro dell’Agricoltura, Matteo Renzi posta su Facebook il suo commento sulla convention in corso. “Confesso che mi emoziono ancora. Dovrei esserci abituato ma non è così. Migliaia di persone prendono treni, aerei, auto, pullman. E vengono a discutere fino a mezzanotte nei gruppi di lavoro. E ascoltano relazioni belle e impegnative. E propongono idee, scrivendo dal basso la mozione congressuale ma soprattutto condividendo un’emozione che – semplicemente – per noi si chiama politica”. “Quello che non tutti hanno colto, negli editoriali e nei commenti – dice ancora l’ex premier – è che la forza di questa straordinaria esperienza non è il leader, non è il ticket, non è il gruppo dirigente. La forza di questa storia è che qui c’è un popolo vero, in carne e ossa, che non si rassegna a lasciare il futuro al catastrofismo”. “I giornali – sottolinea il segretario dem – si domandano se è cambiato il mio carattere. O se è cambiato il nostro umore. Quello che interessa a questo popolo è cambiare l’Italia. Renderla più giusta e più forte. Siamo al Lingotto per farlo, insieme”.

Subito dopo Martina è intervenuta Emma Bonino che si è concentrato sul tema immigrazione ed Europa: “In politica molto spesso gli interessi si scontrano con i valori. lo sforzo è quello di trovare equilibri più o meno precari, più o meno Se c’è un tema su cui i nostri interessi coincidono con i nostri valori e’ il tema dei migranti e dell’Europa. Ma non dobbiamo farci propinare le falsità”. “L’immigrazione ordinata è nel nostro interesse, dobbiamo avere il coraggio di dire ai nostri cittadini che degli immigrati nel nostro paese ne abbiamo bisogno, ne 2014 hanno pagato le pensioni di 420 mila italiano, inventando cinquecentomila imprese. Oggi abbiamo 805 mila figli di immigrati che vanno a scuola, senza di loro insegnanti perderebbero il lavoro”, ha aggiunto Bonino. Non è mancata una stoccata: “Vi abbiamo rincorsi ovunque, ma alla fine mi sono sentita una questuante molesta e ho smesso. Abbiano provato cocciutamente durante il periodo del referendum a cercare di discutere con voi”.

Molto atteso anche Sergio Chiamparino. “Sono ancora renziano? Su questa barca ci sono salito fin dall’inizio e non sarei a posto con me stesso, se ora che il vento non è più quello delle europee, io dovessi cambiare casacca, mi sentieri un vigliacco. Questo non vuol dire rinunciare a dire le proprie opinioni – ha aggiunto il presidente della Regione Piemonte -. Chi non è qui, dovrebbe imparare che serve a tutti avere la discussione dentro ai partiti, dentro alle aree e non fare un partito nuovo”.

IMG_2234 A prendere oggi la parola ci saranno anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan (nel pomeriggio), il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini  e Debora Serracchiani (Friuli Venezia Giulia).

 

E poi il filosofo ed ex parlamentare Biagio de Giovanni, lo storico e presidente dell’istituto Gramsci Beppe Vacca e lo psicanalista Massimo Recalcati. Saranno presenti anche la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi e i ministri Marianna Madia a Graziano Delrio.

L’inizio della sessione plenaria (ore 10) è stato meno tradizionale e viene dedicato al racconto di quattro storie di successo e di buone pratiche: povertà educativa, asili di periferia,  formazione, start up.

IMG_2231Sono gli stessi protagonisti ad esporle e, al termine di ogni racconto, la storia viene approfondita in una breve tavola rotonda costituita da alcuni politici e intellettuali che si sono riconosciuti nella mozione di Renzi e Martina. Un format semplice: prima la storia e subito dopo la discussione politica legata a quel tema. “Vogliamo che si dia una risposta a quelle storie e che la politica pensi a come metterle poi a sistema, con l’obiettivo di spargerle in tutto il territorio – spiega a Unità.tv Tommaso Nannicini, organizzatore politico del Lingotto – non ci accontentiamo soltanto di raccontare che da qualche parte qualcuno ce la fa e che va tutto bene”.

Applausi e standing ovation dalla platea sono arrivati all’imprenditore nel mirino della ‘ndrangheta, Vincenzo Linarello del consorzio Goel. Un intervento molto apprezzato anche da Renzi che lo ha fotografato dal retropalco per poi scrivere su Instagram: “In prima fila contro la ndrangheta. L’ho incontrato la scorsa settimana nella Locride. Felice di averlo con noi al Lingotto. #incammino”.

Subito dopo è partita una sessione con il tradizionale dibattito politico. Ermete Realacci ha parlato di imprese green economy che “risparmiano, inquinano meno e producono sviluppo sostenibile. Oltre a creare posti di lavoro”. E di lavoro ha parlato anche il segretario nazionale della Cisl Gigi Petteni il quale pone l’accento sul tema delle politiche attive che a suo giudizio “devono essere tradotte in modo concreto. Dobbiamo dire alle gente che abbiamo l’obiettivo che chi perde e cerca il lavoro non sarà mai lasciato solo”.

IMG_2200La musica che accompagna i cambi palco è un mix di tradizione e modernità e richiama il concetto del cammino da fare assieme: da “Strada facendo“ di Baglioni, passando per “Sulla strada” di Francesco De Gregori fino ad arrivare a “Potremmo ritornare” di Tiziano Ferro. Il messaggio del nuovo corso di Renzi, dicono infatti i suoi, è quello della squadra e della pluralità. Non a caso l’ex premier ha scelto di fare il ticket con Maurizio Martina per affrontare la campagna congressuale.

Poi è la volta di Sandro Gozi che nel suo intervento affronta il futuro dell’Europa e attacca la regola del fiscal compact evidenziando come questo “non possa trovare spazio nei trattati Ue” e rivendicando il ruolo di Renzi grazie al quale “in tre anni non siamo mai stati succubi di Bruxelles”.

Gli interventi proseguiranno fino alle 14 per poi riprendere alle 17 e continuare fino all’intervento conclusivo di Martina, previsto intorno alle 20.

IMG_2221Nel primo pomeriggio invece (dalle 14,30 alle 17) ci sarà la parte dedicata al momento del confronto e dell’elaborazione: proseguiranno i dodici workshop tematici, iniziati ieri in serata, in cui tutti  i partecipanti (oltre duemila) potranno dare il proprio contributo alla stesura del programma congressuale. Nella prima sessione dei gruppi tematici di ieri c’è stata un’alta affluenza di partecipazione, fino alle 23,30, soprattutto nella sala dedicata al tema del partito. “E un messaggio molto positivo – sottolinea Nannicini – nonostante l’orario i gruppi di lavoro hanno avuto una buona risposta. Rappresentano il contributo di chi ha voluto prendere un pullman o un treno per partecipare fisicamente e non soltanto on line”.

IMG_2233In effetti, dati alla mano, la media dei partecipanti per ognuno dei 12 workshop è di oltre 250 iscritti. Tra i temi di approfondimento Europa e Mediterraneo; capitale umano, scuola, università e ricerca; lavoro di cittadinanza; istituzioni e pubblica amministrazione; welfare e salute, tra protezione e promozione; nuova economica e fisco amico; diritti, legalità, giustizia; crescita e Mezzogiorno; cultura, identità e cittadinanza; città e territori.

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